Carlo Verdone, il nuovo film "Quattro amici tra scherzi goliardici e malinconia"

Pubblicato venerdì, 14 febbraio 2020 ‐ La Repubblica.it

Gli allegri chirurghi di Carlo Verdone sono un quartetto di professionisti tanto abili in sala operatoria quanto irrisolti nella vita. Non contenti delle interminabili sedute degli interventi, condividono anche il resto del tempo. A rompere abitudini e un po' di noia sono gli scherzi che i tre, il primario chirurgo Carlo Verdone, il suo secondo Max Tortora e la strumentista Anna Foglietta escogitano ai danni dell'anestesista Rocco Papaleo. Il primo rimando di Si vive una volta sola (in 700 sale dal 26 febbraio) di fronte alle burle creative e feroci è all'Amici miei monicelliano, ma Verdone, che ha scritto la sceneggiatura con Michele Plastino e Giovanni Veronesi, spiega subito: "Non volevamo assolutamente fare omaggio ad Amici miei. C'è il tema dello scherzo nella prima parte, ma poi il film prende un'altra direzione e la struttura è decisamente diversa".

'Si vive una volta sola', torna Carlo Verdone: quattro amici e tanti guai in riproduzione.... Condividi  

"Mi piaceva questa dicotomia: bravi nel lavoro e smarriti nel privato, racconto i personaggi fuori dalla bolla del lavoro, con i loro problemi personali e la solitudine". Sì, perché il chirurgo Verdone si trova a convivere con una figlia che non conosce, che ha avuto durante una relazione con una infermiera che poi si è trasferita e l'ha allevata a Napoli. La giovane, bellissima, è famosa per un programma tv dove balla in costume e viene inquadrata soprattutto di schiena, primi piani ravvicinati sui glutei tonici. La ragazza rimprovera il padre per essere sempre stato assente e lui le rinfaccia la volgarità del lavoro e delle aspirazioni, quel suo frequentare giri e cene di onorevoli e potenti per poter entrare in un reality.



Anche la vita casalinga di Max Tortora, che non disdegna qualche relazione occasionale, non è così serena come sembrerebbe. Anna Foglietta ha una relazione con un collega spagnolo fin troppo perfetto e affascinante, mentre Rocco Papaleo è esaurito dalla ferocia degli scherzi dei colleghi. Meno lontano, rispetto a Monicelli, è il cinema di Germi. "È un regista enorme", dice Verdone, "un mio idolo assoluto. Mi considero suo discepolo, ma se ci sono dei riferimenti questo accade in modo involontario, inconscio, la sua lezione mi è rimasta dentro. Ma nel film c'è anche qualcosa che rimanda a Pietrangeli, nella relazione tra gli attori, nel misto di cialtroneria e solitudine". 

Carlo Verdone: "La vera amicizia va oltre gli scherzi goliardici" in riproduzione.... Condividi  

"Era un film delicato da girare" prosegue Verdone "sulla carta semplice ma che poteva diventare una storiellina. Necessitava perciò di iniezioni di spessore, alcune cose le abbiamo corrette in corso di riprese. C'è una bella alchimia tra noi attori, sullo schermo e fuori e sono orgoglioso di molte scene: siamo rimasti concentrati su quel che facevamo per cercare la misura perfetta ed evitare un grande inciampo. Credo che nel futuro i miei film saranno sempre più corali, mi piace dare spazio a bravi colleghi e anche lanciarne di nuovi". Max Tortora descrive Verdone regista come qualcuno "che ti rende libero e protetto. Ci ha lasciato aggiungere le nostre intuizioni nel rispetto della sceneggiatura, sotto la sua autorevole supervisione". Anna Foglietta: "Carlo ci ha raccontato questo soggetto a casa sua, sul suo divano, a me e Rocco. È stato bello sentirsi parte di un progetto fin dall'inizio, che prendeva forma sulla fisionomia degli attori".

 

Amarcord, amici miei. Regista e attori si sono soffermati sugli scherzi fatti e ricevuti. Nel film ce ne sono molti, dalla finta intervista con scandalo, alla macchina fatta rimuovere dalla strada, alle carte di credito nascoste. Anna Foglietta: "Siamo una famiglia di donne che amano scherzare. Siamo andate in vacanza a Ischia da quando avevo due anni fino a vent'anni. Ricordo mamma e le zie comprarono dei polpi e in spiaggia li gettarono sulle spalle di alcuni americani con cui avevamo fatto amicizia, che non la presero bene. Mi diverto a fare scherzi e li subisco con leggerezza. Mi pare faccia parte del nostro essere italiani, è connesso con una nostra componente infantile sana".


Max Tortora di scherzi ne ha fatti parecchi, in passato: "Quello che è durato più a lungo riguardava il nostro vicino al secondo piano, noi eravamo al terzo. Malgrado questo io continuavo ad andare da lui e lamentarmi perché innaffiando rovinava il nostro balcone: e lui diceva 'ora vedo', senza chiedersi come potesse essere possibile che l'acqua scorresse da sotto in su". Verdone ricorda gli scherzi all'indirizzo dei genitori, soprattutto quando fece trovare la casa aperta "come fosse stata svaligiata, strisce di sangue fatte col pomodoro. Mia madre si sentì male e quasi svenne".

Tag: #Spettacoli #Cinema

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