Sta per cominciare una nuova corsa allo Spazio?

Pubblicato sabato, 12 gennaio 2019 ‐ Wired.it

Stati Uniti. Cina. Unione europea. Russia, India, Giappone e (ultimamente) Etiopia. E ancora: SpaceX, Virgin Galactic, Blue Origin, Stratolaunch. Segnatevi bene questi nomi, perché saranno i protagonisti di una competizione senza esclusione di colpi, che si giocherà tutta nei cieli. Molto in alto, per la verità: a cinquant’anni (complottisti permettendo) dallo sbarco statunitense sulla Luna, momento culmine della corsa allo Spazio che impegnò Stati Uniti e Unione sovietica nel periodo della guerra fredda, potrebbe presto cominciare, secondo alcuni tra i più autorevoli esperti di politiche spaziali, una nuova battaglia (pacifica, si spera) per l’esplorazione e la conquista dello Spazio. Con conseguenze al momento del tutto imprevedibili: è vero che la prima corsa allo Spazio ebbe ricadute scientifiche e tecnologiche di ampissima portata, ma bisogna considerare il rischio che la competizione passi oggi dal campo della scienza a quello militare. Uno scenario solo apparentemente distopico: le attuali posizioni dell’amministrazione Trump e il segreto impenetrabile sulle reali capacità tecnologiche della Cina in ambito spaziale lasciano aperte le porte a tutte le possibilità. Ecco il nostro recap della situazione attuale.Lo stolto guarda il dito, la Cina indica la Lunahttps://www.youtube.com/watch?v=duhI2GF27eANon possiamo che cominciare dalla Cina, se non altro per questioni di attualità. Pochi giorni fa, come vi abbiamo raccontato, la sonda cinese Chang’e-4 è atterrata sulla faccia nascosta del nostro satellite, stabilendo un primato storico: mentre la parte visibile della Luna, infatti, è stata esplorata in più occasioni, nessuno finora – né gli Stati Uniti, né l’Unione Europea, né la Russia, aveva tentato lo sbarco, ben più difficile, sul lato opposto. La missione era stata lanciata il 7 dicembre scorso dalla base spaziale di Xichang, nella provincia del Sichuan, e dopo poco meno di un mese di viaggio il lander e il rover sono allunati nel cratere von Karman, un buco di dimensioni enormi – circa 2500 chilometri di diametro – ovviamente non visibile dalla Terra. Obiettivi della missione: lo studio della superficie lunare e di ciò che c’è immediatamente sotto e la rilevazione delle onde radio provenienti dallo Spazio.L’impresa di Chang’-e 4, comunque, non è che la punta dell’iceberg. Il programma spaziale cinese iniziò ufficialmente negli anni cinquanta, quando, assistiti dall’Unione Sovietica, gli scienziati asiatici si concentrarono sullo sviluppo di missili balistici; successivamente, con il consolidamento del potere di Mao e il suo cosiddetto grande balzo in avanti (il piano di trasformazione dell’economia cinese da sistema agricolo a società industriale), il programma subì una battuta d’arresto. Bisognerà infatti aspettare al 1970 per il lancio in orbita del primo satellite cinese; otto anni più tardi, Deng Xiaoping dichiarò esplicitamente che la Cina non avrebbe preso parte alla corsa allo Spazio, almeno per quanto riguardava l’esplorazione in senso stretto, e si sarebbe piuttosto concentrata sullo sviluppo di veicoli e satelliti per le telecomunicazioni e la meteorologia.Nel ’92, altro cambio di programma: i cinesi si resero conto, come ha ricostruito su The Conversation Wendy Whitman-Cobb, docente di scienze politiche della Cameron Unviersity, esperta in politiche spaziali, che possedere una stazione spaziale orbitante avrebbe significato guadagnare un significativo aumento di prestigio presso la comunità internazionale. Detto, fatto: fu inaugurato un nuovo programma spaziale, che portò allo sviluppo della navicella Shenzou. Successivamente iniziarono i voli con equipaggio, fu costruita la prima stazione spaziale, Tiangong-1, e poi, in tempi più recenti, fu avviata la missione Chang’e, con obiettivo la Luna. Il successo di Chang’e 4 è solo l’inizio: la Cina ha infatti in mente piani ancora più ambiziosi, tra cui la costruzione di una nuova stazione, il recupero di campioni dal suolo marziano e la fondazione di una base permanente sulla Luna. La Cina non va troppo per il sottile: stando alla road map messa a punto da China Aerospace Science and Technology Corp, la repubblica del dragone si è prepotentemente candidata a diventare leader mondiale nella tecnologia spaziale entro il 2045.Stati Uniti: arriva lo Space Launch System, ma…https://www.youtube.com/watch?v=AOj3n0HfobUCome rispondono (se rispondono) gli Stati Uniti. Così e così. Il Washington Post racconta che oltreoceano “non è stato ancora possibile mettere a punto una controproposta credibile ai piani di sviluppo a lungo termine della Cina. Né il popolo americano né il comando delle forze armate sembrano percepire l’importanza strategica delle operazioni della Cina nello spazio tra la Terra e la Luna. Vedono tutto attraverso le lenti dell’esperienza passata durante la guerra fredda, assumendo che le motivazioni che spingono la Cina siano le stesse di quelle che spingevano l’Unione sovietica – sostanzialmente prestigio e ‘spunta di caselle’ – ma non è così”.Il programma su cui più di ogni altro si sta concentrando l’agenzia spaziale statunitense è lo sviluppo e la costruzione dello Space Launch System, “il razzo più grosso e potente mai realizzato nella storia”, che nelle intenzioni dovrebbe aprire una nuova era per l’esplorazione dello Spazio aperto, al di là della bassa orbita terrestre. Sostanzialmente, lo Sls è un vettore che la Nasa impiegherà per il lancio delle nuove particelle, con o senza equipaggio, come per esempio la capsula Orion, con destinazione Marte.Poi ci sono, naturalmente, altre questioni sul tavolo: il mantenimento in vita della Stazione spaziale internazionale, il recupero di campioni dagli asteroidi, l’esplorazione di Venere. Ma la strada americana per lo Spazio rischia di essere più complicata del previsto. “Al momento”, ci ha raccontato Whitman-Cobb, “non vedo alcuna risposta significativa degli Stati Uniti alle mosse cinesi, almeno in termini di esplorazione spaziale pacifica. Date le attuali restrizioni di budget, è molto improbabile che la Nasa riesca ad avere le risorse necessarie ad accelerare lo sviluppo dello Sls; per quanto riguarda la Stazione spaziale internazionale, è interessante notare che l’amministrazione Trump, inizialmente, aveva intenzione di terminare la partecipazione statunitense all’inizio del decennio 2020-2030, ma i partner internazionali del progetto, insieme ad alcuni membri influenti del Congresso americano, vorrebbero prolungarla almeno fino al 2030, per evitare che la Cina, che nel frattempo sta sviluppando la sua seconda stazione spaziale, rimanga l’unica nazione con presenza umana permanente nello Spazio”.Privatizzare i cielihttps://www.youtube.com/watch?v=wbSwFU6tY1cI privati, dal canto loro, non stanno certo a guardare. Dei piani di SpaceX abbiamo parlato in più occasioni; progetti simili, anche se meno ambiziosi, sono sulle scrivanie degli ingegneri di Blue Origin, Virgin Galactic e Stratolaunch. L’ascesa dei privati nel campo dell’esplorazione spaziale ha dato già i suoi primi significativi risultati: fino a non molto tempo fa, portare in orbita un chilo di materiale costava all’incirca 20mila euro; oggi SpaceX ha ridotto la spesa a un quarto della cifra, rendendo di fatto lo Spazio molto più accessibile a privati, scuole, nazioni in via di sviluppo e altre aziende.Dove si colloca tutto ciò in una possibile nuova corsa allo Spazio? Secondo Whitman-Cobb, la conseguenza è lo spostamento degli obiettivi delle agenzie pubbliche: “La Nasa, per esempio, ha essenzialmente modificato la destinazione delle sue missioni, spostandola al di là della bassa orbita terrestre e lasciando quest’ultima alle aziende private”.Guerra nello Spazio?Torniamo alla questione iniziale. Ci sono davvero gli estremi per l’inizio di una corsa allo Spazio? E cosa potrebbe accadere se gli intenti di questa corsa non dovessero essere così pacifici? La risposta, come accennavamo, non è semplice. In linea di massima, ci dice Whitman-Cobb, “le corse allo Spazio non sono negative, di per sé. La rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la guerra fredda ha portato allo sviluppo di tecnologie e spin-off che hanno aiutato l’economia globale: satelliti meteorologici, Gps, comunicazioni più efficienti, computer più piccoli. Una nuova corsa allo Spazio potrebbe avere anche conseguenze positive in termini di esplorazione, spingendo più in là i limiti dell’attuale conoscenza”. Il rovescio della medaglia: “Se ci dovesse essere una corsa allo Spazio”, continua l’esperta, “temo però che si potrebbe gareggiare in campo militare. Il che sarebbe naturalmente più pericoloso. La maggior parte della tecnologia spaziale ha un doppio utilizzo: può essere usata per scopi sia pacifici che bellici. Quindi, nonostante le nazioni continuino ad affermare che i propri satelliti (o altri strumenti) siano stati sviluppati per scopi pacifici, la paura è che possano essere usati anche in altro modo. L’amministrazione Trump, per esempio, si sta servendo dello spettro di una minaccia russa o cinese per perorare la necessità di una American Space Force. La Cina ha condotto un test anti-satelliti per distruggere (secondo la versione ufficiale) un satellite meteorologico guasto, il che ha creato una nuvola di detriti orbitanti che mettono in pericolo altre navicelle sulla stessa orbita, come nel film Gravity. E il Dipartimento della difesa cinese, nel suo report del 2018, ha dichiarato che il programma militare spaziale ‘continua a crescere rapidamente’”. Incrociamo le dita.

Tag: #Spazio

Altri articoli pubblicati da Wired.it

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Peterloo è la storia di un massacro poco familiare al pubblico non-britannico ma molto noto in patria. Si trattò di una manifestazione pacifica in favore dell’estensione del diritto di voto e di altre rimostranze che fu repressa nel sangue ad opera...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Adidas e Game of Thrones si stringono in una delle più curiose e originali collaborazioni per unire da un lato il celebre marchio sportivo d’abbigliamento e dall’altro una delle serie più amate dell’ultimo decennio, ormai prossima al lancio...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

E luce fu. Amazon ha annunciato oggi il nuovo Kindle, il primo ereader con luce frontale a un costo accessibile (80 euro). Rinnovato nel design, ma soprattutto nella tecnologia, visto che consente di regolare la luminosità dello schermo per adattarsi a...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Alcuni hacker hanno sfruttato la popolarità del nuovo gioco della Electronic Arts, Apex Legends, per creare delle finte applicazioni malevole che si spacciano per versioni mobile del videogioco e hanno invece l'obiettivo di rubare dati...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Nella notte appena passata, tra il 20 e 21 marzo, la Luna è apparsa nuovamente più grande del solito. Succede quando il momento in cui è più vicina alla Terra (perigeo) coincide con la Luna piena, creando il fenomeno etichettato come superluna. Il...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Stavolta Matteo Salvini ha ragione. Anche se forse dovrebbe darci qualche contestualizzazione in più invece di scandalizzarsi come un qualsiasi cittadino, cavalcando il giusto sconcerto per il fatto che Ousseynou Sy fosse alla guida di un autobus che...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

La saga che ha raccolto in questi anni il testimone di Jurassic Park, ovvero la serie intitolata Jurassic World e che vede come protagonista principale Chris Pratt, ha riscosso un grande successo: il primo film uscito nel 2015 e il seguito, Il regno...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Non ci vuole molto per capire che Il professore e il pazzo è un film realizzato inseguendo stili, standard e idee appartenenti ad un’altra era. Bastano le prime cento inquadrature di pennini intinti nell’inchiostro ripresi da vicinissimo (pura...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

La tragedia è stata evitata. Ousseynou Sy, l'uomo che il 20 marzo ha provato a dirottare l'autobus che stava guidando, prendendo in ostaggio i 51 ragazzi di una scuola media di Crema che si trovavano a bordo insieme ai loro insegnanti, è stato...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Un team di ricercatori al lavoro tra il Mit di Boston e la Columbia University ha sviluppato un insieme di piccoli robot che presi singolarmente dicono poco ma, quando attivi in gruppo, si trasformano in unica entità capace di compiere funzioni...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

La robotica è parte integrante della nostra vita ma il suo impatto è destinato a crescere nel futuro prossimo. Ciò significa che imparare i concetti base oltre a essere importante potrà garantire ai bambini dei vantaggi rispetto a coetanei, così...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Wikipedia in Germania è oscurata dal 21 marzo esattamente come lo è stata in Italia il 3 luglio. Il motivo è lo stesso: protestare contro la riforma europea del copyright che vedrà il suo atto finale martedì 26 marzo a Strasburgo, con il voto del...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Dopo molta attesa è stato finalmente pubblicato il trailer ufficiale della terza stagione di Stranger Things. Come già sapevamo ritroveremo i nostri protagonisti nell'estate 1985, più precisamente nei giorni attorno al 4 luglio, ovvero la festa...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Nato il 31 marzo 1685 in Turingia, Johann Sebastian Bach è universalmente considerato uno dei maestri indiscussi della storia della musica classica. Il compositore e musicista fu uno degli esponenti di spicco del Barocco musicale fra Seicento e...

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Wired.it

Gli unicorni, insieme con i gattini, conquisteranno il mondo. Lo sappiamo bene tutti noi, e lo sa bene anche il celebre portale di viaggi Booking.com, che per celebrare la Festa mondiale dell'unicorno, in calendario per il 9 aprile, ha deciso di proporre ...