Dall’assegno tech al cambia-bitcoin, 5 app per pagare in digitale

Pubblicato mercoledì, 05 dicembre 2018 ‐ Wired.it

Lasciare a casa i contanti e le carte. Fare la spesa al super senza passare per la cassa. E pagare in bitcoin in meno di un secondo. Possibile? Sì, grazie ai nuovi sistemi di pagamento presentati qualche giorno fa a Milano al Salone dei pagamenti. App soprattutto, che ci permettono di usare lo smartphone come un portafogli virtuale, a prova di Arsenio Lupin, grazie ai nuovi sistemi di riconoscimento biometrico.A tracciare la strada, sono stati prima i sistemi di e-payment dei big come Apple Pay e Google Pay, seguiti a ruota da app come Satispay, Circle e Tinaba, che permettono anche di dividere il conto della cena. E i nuovi metodi di pagamento in quanto a utilità non sono da meno.MuyiSe avete mai provato a pagare qualcosa in bitcoin ci avrete fatto caso: le transazioni non sono immediate, perché la sicurezza ha i suoi tempi e possono volerci anche 10 minuti per un passaggio di soldi, che non sarà neppure totalmente gratuito. Muyi è un’app made in China, paese dove la criptoeconomia è floridissima, che semplifica il tutto, riducendo al minimo i tempi di verifica e tagliando le commissioni. I bitcoin arrivano a destinazione dopo pochi secondi e gratis. E con la stessa rapidità, è possibile anche pagare da bitcoin in altre valute al tasso di cambio attuale (che è sempre bene verificare, ndr), a patto naturalmente che entrambe le parti della transazione abbiano scaricato Muyi sul cellulare.Drop PayL’ultima arrivata tra le app per pagare con lo smartphone non si appoggia a nessun conto corrente, ma ha un Iban tutto suo che le permette anche di ricevere pagamenti via pos. Nei negozi convenzionati si paga inquadrando un qr code e non ci sono commissioni. Ma possiamo anche inviare soldi ai nostri contatti che non hanno l’app (l’iban serve proprio a quello), fare ricariche telefoniche e pagare bollettini. Last but not least, c'è Grant, la funzione che permette di creare un fondo spese per qualcun altro, da spendere per determinate categorie di acquisti. A occhio e croce sembra fatta apposta per i figli (o i dipendenti) spendaccioni.PlickMandare soldi a qualcuno di cui conosciamo solo il numero o l’email? Plick permette di farlo in tutta Europa. Sarà poi il ricevente a dover inserire il proprio Iban e finalizzare la transazione. Un sistema che sembra pensato per proteggere le compravendite online: il pagamento una volta partito è irrevocabile e sicuro. Ma potrebbe anche essere l’alternativa “tech” agli assegni, visto che non c’è limite all’importo delle transazioni e si può stabilire una data per il passaggio di soldi. Creato dalla startup PayDo, per ora Plick è usato da Banca Mediolanum e Creval, ma altri istituti bancari potrebbero proporlo presto alla clientela.UtegoPiù che a pagare in realtà ci aiuta a monitorare le nostre finanze. È un'app che aggrega tutti i conti correnti, le carte prepagate, gli investimenti e i prestiti e ci offre uno sguardo d’insieme su liquidità, attività e passività. Non solo: Utego funziona anche da comparatore per chi cerca prestiti, finanziamenti, mutui e carte di credito. Ma la funzione più interessante è (forse) quella che permette agli utenti di fare community tra loro, per strappare condizioni migliori a banche e istituti finanziari. L’app esiste già ma funzionerà a pieno regime entro i primi mesi del 2019 quando entrerà in vigore la nuova regolamentazione europea Psd2 (Payment Services Directive 2), che impone a banche e istituti finanziari di rendere disponibili i dati dei propri clienti a terze parti.AuchanSpeedy Anche il modo in cui facciamo la spesa sotto casa è destinato a cambiare. Le prime a sparire potrebbero essere proprio le file alla cassa del supermercato. Gli acquisti in corsia si fanno con un’app e il pagamento è immediato, cosa già possibile in alcuni punti vendita Auchan, grazie a un accordo con Mastercard. Questo permette anche di tenere d’occhio il conto, voce per voce, e non avere sorprese al momento di pagare. Dopo un test positivo a Milano e Brescia, entro fine anno la spesa veloce si potrà fare in 50 negozi in tutta Italia. E altri di altre catene seguiranno. Questo non vuol dire che le casse scompariranno: il pagamento via app si aggiungerà semplicemente a quelli più tradizionali. Ma nel paese dove nel 2017 l’86% dei pagamenti è avvenuto in contanti è comunque un bel passo avanti.

Tag: #Finanza

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