Cosa dice l’analisi costi-benefici sulla Tav

Pubblicato martedì, 12 febbraio 2019 ‐ Wired.it

La Tav è un’opera di dubbia utilità e ha un valore netto negativo tra i 5,7 e gli 8 miliardi di euro. Ovvero: se lo stato italiano porta a termine la sua costruzione, ci rimette. È quanto si legge in un articolo del Fatto quotidiano che anticipa la pubblicazione dell’ormai attesissima analisi costi benefici sull'alta velocità Torino-Lione, il progetto internazionale che negli ultimi tempi ha fatto litigare i due partner di governo, Lega e Movimento 5 stelle.Gli esiti della relazione, redatta da una commissione di cinque esperti guidata dall’economista Marco Ponti e consegnata ieri sera al presidente del Consiglio Conte e ai due vicepremier Di Maio e Salvini, si basano su tre punti: le stime di traffico, merci e passeggeri, le conseguenze sull'ambiente e l’impatto sulle casse dello Stato.Le stime di trafficoPer quanto riguarda il primo punto, Il Fatto quotidiano scrive che la commissione guidata da Ponti ha rivisto al ribasso le stime dell’Osservatorio sulla Tav di Palazzo Chigi del 2011. A questo proposito, gli esperti considerano improbabile che l’opera possa incrementare del 2,5% ogni anno il trasporto merci su rotaia da Torino a Lione e aumentare esponenzialmente anche il numero di passeggeri sulle rotte regionali e internazionali. Più realistico, si leggerebbe nell’analisi, pensare a un aumento dei flussi dell’1,5% e a una crescita del 50% (e non del 218%) della domanda per la lunga percorrenza.Secondo gli esperti, inoltre, la Tav non snellirà il traffico – i camionisti guadagneranno circa un minuto e mezzo sulle loro percorrenze – e non cambierà, di fatto, la situazione nel tunnel di Frejus. Il team di Ponti ha stimato che la costruzione dell’opera aumenterà le capacità del tunnel, facendola passare da 13500 veicoli pesanti al giorno a 30mila, ma stabilendo che non ce ne sarebbe bisogno. Oggi nel tunnel passerebbero infatti una media di 2154 mezzi al giorno.Le conseguenze sull'ambientePer quanto riguarda la questione ambientale, stando alle anticipazioni pare che gli esperti abbiano ammesso che la costruzione della linea ad alta velocità ridurrebbe l’emissione di Co2. La concentrazione di Pm10 nell’area, però, è di 17 milligrammi al metro cubo, quindi inferiore ai limiti previsti per legge (40 milligrammi al metro cubo). E i danni ambientali causati dal traffico su gomma, ha stabilito il panel, sarebbero facilmente sanabili.Sì, ma quanto costa?Il tema più dolente è forse la questione dei costi. Secondo Il Fatto quotidiano, la commissione guidata da Ponti ha rilevato che il passaggio dal trasporto su gomma a quello su rotaia porterebbe a un drastico calo delle entrate fiscali dello stato. Questo poiché ci sarebbero molti meno camion in strada e, dunque, meno pagamenti del pedaggio. Per essere ancora più precisi, la commissione ha stimato una perdita di 400 euro per ogni tonnellata di Co2 in meno emessa nell’atmosfera.Certo, anche sospendere l’opera è un costo. Bisognerebbe sborsare 1,5 miliardi di euro per ricostruire le zone dei cantieri, altri 4 miliardi per le penali, oltre a restituire all’Unione europea i fondi messi a disposizione per la costruzione della Tav. Secondo la commissione, però, la spesa non giustifica la costruzione dell’opera e mettendo su una bilancia costi e benefici, si vedrebbe che i primi superano di gran lunga i secondi.Il tutto anche se, come proposto dalla Lega, si tagliasse la tratta che collega Avigliana e Orbassano. In questo caso, infatti, secondo gli esperti, diminuirebbero i costi, ma anche i benefici.I dubbi sulla commissioneL’analisi costi benefici è stata pubblicata solo oggi, ma c’è già chi l’ha derubricata a documento inammissibile. Questo essenzialmente per due motivi. Il primo è che la commissione è composta in maggioranza da esperti che, già prima di essere nominati con decreto e di mettersi a lavoro il 15 ottobre scorso, si erano dichiarati contrari alla prosecuzione della Tav. Il secondo è la decisione di Ponti e degli esperti di includere tra i costi la diminuzione del gettito allo stato. Secondo il Fatto che ha anticipato gli esiti, questa scelta è però, oramai una “prassi consolidata a livello internazionale al punto da essere incorporata anche nell’analisi dell’Osservatorio che addirittura la sovrastima rispetto ai numeri della commissione ministeriale”.La polemicaNei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli aveva inviato l’analisi costi benefici alla Francia e alla Commissione europea. Al tempo stesso, Toninelli aveva però deciso di non rendere noti i suoi esiti agli alleati di governo. La mossa aveva sorpreso Matteo Salvini. “Io, da vicepresidente del Consiglio che rappresenta gli italiani, non ho l’esame costi-benefici della Tav ma pare che ce l’abbiano a Parigi: questo è abbastanza bizzarro”, aveva dichiarato il leghista. A stretto giro, era arrivata anche la replica di Luigi Di Maio. “Stia tranquillo, neanche io l’ho letta l’analisi. Però io quando mi sveglio penso che da Roma a Pescara ci vogliono 7 ore in treno, non mi sveglio pensando a un buco per collegare Torino e Lione, a come collegare meglio italiani e francesi, ma a come collegare meglio italiani e italiani”.Al centro degli screzi tra alleati c'è proprio la posizione assunta dai due partiti di riferimento sul tema: la Lega è favorevole alla costruzione della grande opera, mentre il Movimento non manca di opporvisi regolarmente. Ora, con un'analisi coi crismi istituzionali sul piatto, per Salvini sarà più difficile sostenere la sua posizione.

Tag: #Politica

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