La storia dei Toronto Raptors, campioni NBA 2019

Pubblicato venerdì, 14 giugno 2019 ‐ Panorama

I Toronto Raptors non esistevano fino alla stagione 1995-96. Furono formati quando l'NBA, all'inizio degli anni '90, decise di allargare la franchigia oltre i confini degli USA coinvolgendo i team canadesi. A Toronto il basket professionistico mancava da circa mezzo secolo cioè da quando la prima squadra del dopoguerra, gli Huskies, si limitarono ad una deludentissima stagione nel 1946-47. Gli insuccessi in campo e lo scarsissimo successo di pubblico decretarono la precoce fine della squadra. Ad eccezione delle stagioni 1971-1975, quando i Buffalo Braves giocarono al Maple Leaf Gardens 16 partite, i tifosi della città dell'Ontario rimasero lontani dal grande circo dell'NBA.
L'opportunità di rientrare nell'olimpo della pallacanestro mondiale arriva all'inizio degli anni '90 quando l'NBA invia in Canada i suoi emissari per preparare l'allargamento del franchise al Canada. E'un giovane imprenditore di Toronto attivo nel mondo delle telecomunicazioni, John Bitove, a cogliere, con un'espressione (appropriata allo sport in questione, la "palla al balzo". Assieme a lui partecipa alla nascita della squadra campione 2019 l'ex premier dell'Ontario David Peterson ai quali si unisce l'ex star dei Detroit Pistons Isiah Thomas. Nel 1995 il consorzio PBF (Professional Basketball Franchise Canada) entra a far parte della Eastern Division dell'NBA.
Il nome "Raptors" verrà scelto dai tifosi, negli anni del successo planetario del film di Steven Spielberg "Jurassic Park". I colori societari (rosso, violetto,nero e argento) furono scelti in onore del canadese James Naismith, che nel 1891 inventò  la pallacanestro.
Gli esordi e l'era di Vince Carter (1995-2004)
Sotto la guida del VP Isiah Thomas e del coach Brendan Malone i Raptors partecipano ai "draft NBA" arruolando la promessa Damon Stoudamire, proveniente dalla University of Arizona. La stagione d'esordio sarà soddisfacente, con le vittorie a sorpresa sulle grandi dell'NBA come i Chicago Bulls e i Seattle SuperSonics.
La performance dei Raptors crescerà nelle stagioni successive sotto la guida di Darren Walker, ascesa interrotta dalla crisi della stagione 1997-98 che vedrà l'uscita di Thomas e Stoudamire. Costretti nuovamente ai "draft", gli uomini di Toronto pescano il jolly nella stagione seguente portando a casa la stella della University of North Carolina, lo swingman (guardia-ala) Vince Carter.
A Toronto si apriva la nuova era di successi, che durerà fino alla stagione 2004, con la punta di diamante della stagione 1998-99, ancora imbattuta per numero di vittorie e per lo stato di grazia di Carter e dei suoi, compresi i veterani NBA Oakley e Willis. Durante questa fase nasceva l'astro del giovanissimo cugino di Carter Tracy McGrady arruolato da Toronto quando era ancora studente della high-school. Il primo playoff arriva per i Raptors nel 2000 contro i New York Knicks che avranno ragione sui canadesi in tre games.
I Playoff arriveranno anche nella stagione seguente, dove saranno sconfitti dai Philadelphia 76ers.
Le stagioni dal 2002 al 2004 saranno le più difficili per i Raptors, con la squadra falcidiata dagli infortuni delle star Carter e Davis, terminando la stagione in fondo alla classifica. sarà anche il momento della rescissione del contratto con lo storico General manager Grunwald.
La fase di ricostruzione del post-Carter sarà lunga e delicata, con una pessima partenza sotto la guida del nuovo GM Babcock, presto sostituito l'ex NBA manager of the year Bryan Colangelo. Con lui nel 2006 arriverà dall'Italia uno dei migliori manager della pallacanestro mondiale, Maurizio Gherardini. Proveniente dai successi di Treviso, il forlivese porta a Toronto Andrea Bargnani. Gli anni successivi si caratterizzano per la progressiva ripresa e risalita nella classifica NBA fino ai playoff del 2008 persi contro gli Orlando Magic. Quindi, nelle stagioni successive, un nuovo tracollo che porterà alla partenza sia di Bargnani che di Colangelo.
Il successo tornerà nuovamente sotto la guida del General Manager Masai Ujiri, tra il 2013 e il 2017. L'uomo di punta della sua prima stagione, Andrew Wiggins, è canadese e cresciuto nel mito di Vince Carter. Di nuovo i Raptors allenati dal coach Dwane Casey arriveranno ai playoff venendo sconfitti in ordine cronologico dai Washington Wizards,e dai Cleveland Cavaliers di LeBron James. Ma la consistenza della squadra di Toronto si era resa visibile al mondo con i record nei punteggi individuali e con due giocatori agli All-Star Games (Lowry e DeRozan).
Le ultime due stagioni, inclusa quella trionfale con il primo titolo NBA ad una squadra non statunitense, è nota come la rivoluzione di Ujiri. Una rivoluzione soprattutto culturale dato che il coach Casey è rimasto al suo posto, così come le star Lowry e DeRozan per tutta la stagione 2017-18, rimpiazzati da Kawhi Leonard e Danny Green l'anno successivo. Dopo la vittoria del titolo della Eastern Conference, l'ultimo passo verso il trionfo è lo scontro nelle NBA Finals contro i Golden State Warriors. Il 13 giugno 2019 il tabellone, al termine dell'ultimo game il tabellone segna il punteggio di 114 a 110 per i Raptors, che iscrivono Toronto nella leggenda del basket mondiale.

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