Eminem: “Music to be murdered by” alterna luci ed ombre

Pubblicato sabato, 18 gennaio 2020 ‐ Panorama

Una delle maggiori sfide per un artista è quella di evolversi stilisticamente, senza però scontentare troppo i fan della prima ora, catturati da un determinato tipo di sound.
Una sfida che risulta particolarmente ostica per i rapper, per i quali, molto spesso, l'album di debutto risulta poi il migliore della sua carriera (si pensi ai debutti folgoranti di Nas, Jay-Z e Snoop Dogg).
Prima di tutto perché, per chi comunica prevalentemente con le parole, dopo anni di carriera ci sono sempre meno urgenza artistica nella scrittura e meno storie interessanti da raccontare.
Il secondo motivo è la difficoltà, soprattutto per i rapper della cosiddetta old school, di tenere il passo con le ultime tendenze musicali, che oggi vedono trionfare le sonorità ipnotiche e dopate della trap, senza ripetere pedissequamente le sonorità di 10-20 anni fa.
Un difficile lavoro di equilibrismo, che negli ultimi anni è riuscito a Kendrick Lamar in Damn, ad Anderson.Paak in Oxnard e Ventura, fino al godibile Gemini di Macklemore, un mix equilibrato di old school, trap e pop.
Decisamente meno riusciti gli ultimi due album di Eminem, i deludenti Revival e Kamikaze, in cui il rapper di Detroit, dopo l'exploit di Marshall Mathers 2, ha mostrato una preoccupante involuzione, non tanto nella tecnica (sempre eccellente, nonostante la voce sia sempre più nasale), ma dal punto di vista delle idee musicali, troppo simili a quelle del passato, e dei testi, le cui provocazioni risultano spesso forzate e fini a se stesse.
Non è molto diverso il nuovo album Music to be murdered by, pubblicato a sorpresa ieri, del quale, dopo più ascolti, resta il sapore dolceamaro di un album studiato nei minimi dettagli per accontentare un po' tutti e, così facendo, non lascia mai veramente il segno.
L’album, l’undicesimo della sua fortunata carriera, è un dichiarato omaggio ad Alfred Hitchcock, campionato nel disco e anch'egli autore di un album intitolato Music To Be Murdered By in cui aveva in mano un'accetta e si puntava una pistola alla tempia.
Proprio per questo Eminem ha condiviso una versione alternativa della copertina in cui il rapper, invece di una pala, ha in mano una pistola e se la punta alla tempia.
In Unaccommodating (dove troviamo anche un dissing a Machine Gun Kelly) quando Eminem cita il tragico attentato di Manchester all'uscita del concerto Ariana Grande, dove morirono 22 persone, l'effetto delle sue rime, pur lodevoli nel suo intento di sottolineare l’eccesso di armi in Usa, è quello di una pistola che ormai spara a salve.
Slim Shady ha 47 anni e si mostra insolitamente saggio quando ammette in No Regrets di aver esagerato negli attacchi omofobi a Tyler, The Creator e a Earl Sweatsshirt. “Penso di essere io a comandare / E dirigo male la mia rabbia abbastanza da urtare Earl e Tyler, The Creator / Non avrei mai dovuto dare una risposta, avrei dovuto solo scagliarmi contro i falsi e i traditori.”
Leaving Heaven con Skylar Grey è un brano più pop che hip hop, con l'obiettivo dichiarato di ripetere il successo radiofonico del duetto con Rihanna in I love the way you lie.
Lo stesso si può dire di Thosa Kind, con il ritornello non memorabile cantato dal prezzemolino Ed Sheeran che, per numero di featuring, sta per superare anche Pitbull, indiscusso campione del duetto catchy.
La nuova scena trap è rappresentata nei duetti con Young M.A in Unaccommodating e con Don Toliver (protetto di Travis Scott) in No Regrets, ma è nelle collaborazioni old shool che troviamo gli episodi migliori dell'album: i tre brani con il fido Royce Da 5'9" (in particolare l'eccellente Yah Yah con Black Thought, Q-Tip & Denaun) e il riuscito duetto con Anderson Pack in Lock It Up, da soli, valgono l'acquisto di Music to be murdered by.
Merita una citazione anche l'intensa Darkness, che omaggia The sound of silence del duo Art & Garfunkel, incentrata sulla piaga della violenza da armi da fuoco negli States: "Quando finirà questo? Quando importerà ad abbastanza persone”. Il riferimento è alla strage all’Harvest Festival del 2017, quando un uomo armato, da una finestra, ha fatto fuoco uccidendo 58 persone.
Nella adrenalinica Godzilla troviamo un featuring da applausi del compianto Juice WRLD, un talento scomparso troppo presto.
Non mancano le consuete invettive al suo patrigno (Stepdad), alla scena rap contemporanea (You Gon’ Learn) e alla rivista "Rolling Stone" Usa, rea di aver stroncato (giustamente) il suo modesto album Revival: anche Oltreoceano, la colpa è sempre dei giornalisti, mai propria.
Il suo mentore Dr. Dre produce cinque tracce, ma l’effetto finale dell’album, che è davvero troppo lungo con 20 brani, è quello di una macedonia di stili, tirata troppo per le lunghe e con poco inventiva, in cui la noia supera lo stupore.
Un po’ poco, per un artista geniale, fecondo e rispettato anche dai colleghi black, che ha pubblicato capolavori come The Slim Shady LP, The Marshall Mathers LP e The Eminem Showche ha venduto 250 milioni di dischi nel mondo, che può vantare in bacheca 15 Grammy Awards e che è stato nominato da Billboard come "Artista del Decennio" per il periodo 2000-2009.
Provaci ancora, Em.

Tag: #Musica

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