A volte ritornano: esce il nuovo album dei Rockets, la band cult di fine anni 70

Pubblicato martedì, 21 maggio 2019 ‐ Panorama

Per chi ha un'età compresa tra i 40 e i 50 anni è impossibile non ricordarli. Erano i francesi con i costumi spaziali, le facce argentate e le teste rasate che si presentavano in concerto tra fumi, laser, e astronavi. Nel loro repertorioclassici cult come il remake di Apache degli Shadows On the Road Again, Electric Delight, Galactica o le strumentali Prophecy e Anastasis.  
I Rockets approdarono in Italia nel 1978, dopo essere stati notati dal produttore Maurizio Cannici, manager della CGD-Messaggerie Musicali. Nel 1979 il picco della loro popolarità con l'album Plasteroid che vendette 1 milione di copie vendute e fu presentato in tour in Italia con oltre 150 concerti.
Travestiti da alieni robot, con le voci filtate dal Vocoder, testi a tema spaziale e sonorità tra rock e disco music, i Rockets sono stati i pionieri del French Touch, della via francese alla dance. Vedi Daft Punk e dintorni... 
Venerdì 24 maggio esce il nuovo album intitolato Wonderlandche loro descrivono come un concept album: "i suoni, le musiche e le voci guidano l’ascoltatore verso un viaggio nel tempo, una contaminazione di oltre 50 anni di stili e sapori musicali: dai 10cc ai Supertramp, da David Bowie a Vangelis, da Bob Marley ai Men At Work fino ad arrivare agli Imagine Dragons" recita il comunicato che presenta il nuovo lavoro.
"«I primi album dei Rockets avevano testi che si ispiravano alla spazio e alle sue dimensioni. Con Wonderland, invece, i Rockets sono molto preoccupati per quanto sta succedendo al nostro pianeta" spiega Fabrice Quagliotti, leader della band, l'unico musicista rimasto della formazione storica.
"La mancanza di rispetto nei suoi confronti, l'inquinamento fuori controllo, le guerre di potere, la mancanza di punti di riferimento e di ideali veri! Confidiamo nella purezza d’animo dei bambini. Solo loro potranno salvare la Terra. Non a caso il colore predominante del nuovo album è il violetto. Migliaia di anni fa, il nostro pianeta aveva un aspetto violaceo dovuto all'esistenza di batteri e microorganismi acidi che intervenivano sul processo della fotosintesi clorofilliana, facendo assumere alla vegetazione una pigmentazione viola. Era un pianeta puro e sano. Sogniamo un pianeta così. Wonderland dovrebbe essere quindi il nostro pianeta, il pianeta delle meraviglie. Ogni tramonto, ogni raggio di sole, ogni fiore, ogni stella, ogni cambiamento di stagione è pura poesia. Cerchiamo quindi di tornare ad essere bambini, per salvare il salvabile e non andare incontro ad una catastrofe. Un messaggio semplice, con un profondo significato". 

Tag: #Musica

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