Woody Allen, finalmente l'autobiografia: "La mia verità: mai toccato Dylan, fu plagiata da Mia Farrow"

Pubblicato lunedì, 23 marzo 2020 ‐ La Repubblica.it

A proposito di niente, titolo innocuo per l'autobiografia più controversa dell’anno, ha una dedica: A Soon-Yi, la migliore. Pendeva dalle mie labbra e poi mi ha avuto in pugno. Ecco le memorie di Woody Allen che, dopo contestazioni, boicottaggi e cambio di editore, improvvisamente è disponibile, da oggi pomeriggio, in versione ebook sulle piattaforme autorizzate di tutto il mondo.


L’incipit: "Come il giovane Holden, non mi va di dilungarmi in tutte quelle stronzate alla David Copperfield". E in cui consegna la sua verità nel rapporto con Soon-Yi, con la figlia Dylan, con Satchel (Ronan) e con Mia Farrow, descritta come una donna gelida e una madre che maltratta i figli adottivi che considera come oggetti da comprare. L'ultima montagna russa di un libro che sarebbe dovuto uscire il 9 aprile, in Italia con La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, che conferma la versione cartacea in libreria per la data concordata (a 22 euro), coronavirus permettendo, ma intanto sulla scia dell’improvvisa decisione del nuovo editore americano (dopo che Hachette aveva dovuto rinunciare per le proteste dei suoi dipendenti viste le accuse della figlia adottiva Dylan Farrow di molestie sessuali, mai però confermate dalle indagini), da un’ora è alla portata di tutti i lettori su pc, tablet e notebook per la cifra di 15 euro e 99.



In un momento difficile, avendo #WoodyAllen deciso di rendere disponibile la sua autobiografia, anche i lettori italiani avranno opportunità di leggerla.

"A proposito di niente" in anteprima mondiale in ebook da domani alle 16.
Dal 9 aprile in libreria.https://t.co/YNVVntjmME pic.twitter.com/LtWwLH4BFr— Elisabetta Sgarbi (@bettywrong) March 22, 2020


Tutto quello che avreste voluto sapere sul cineasta newyorkese, vita personale e professionale, il lavoro sulla stampa, nei night club, in televisione, a teatro, al cinema. Si parte dal racconto, poco sentimentale, pieno di umorismo un po' cinico: dei genitori e l’infanzia a Brooklyn, spesso raccontata ma con aneddoti e particolari nuovi, il padre che aveva combattuto in Francia e fino alla fine girava per Brooklyn con la sua pistola, la mamma brillante ma non una bellezza, "tutti pensavano che scherzassi quando ho detto che somigliava a Groucho Marx". Prosegue il godibile racconto della gavetta professionale e sentimentale, poi però si arriva alla sua verità sul rapporto con Mia Farrow, con la figlia adottiva Dylan, e con il figlio Ronan che continua a chiamare Satchel. 

Woody Allen torna alla sua Manhattan: "Amo New York, la vivo e la capisco" in riproduzione.... Condividi  


Dopo mesi in cui tentava infruttuosamente di mettere incinta Mia Farrow, l’attrice adottò una bambina che chiamò Dylan "immerso nei film che dovevo fare accolsi con indifferenza questa nuova adozione, pensando "Se Mia è contenta così, buon per lei". Le cose però presero una piega inaspettata. Presto mi affezionai alla piccola e mi trovai a passare sempre più tempo con lei, a tenerla in bracico e a giocarci insieme, innamorandomene e felice di farle da papà. Dopo un anno o due, vedendo che cominciavo a essere fin troppo ansioso, Mia mi disse: “Vedi che eri pronto per essere padre”. Racconta di schizzare fuori da taxi bloccati nel traffico per arrivare di corsa a casa di Mia prima che mettesse a letto Dylan, e poi come l’accompagnava alla scuola materna e a prenderla visto che era vicina a casa sua. “Una bambina dolcissima da coccolare, a cui leggere favole e cercare, forse inutilmente, di insegnarle le canzoni di Cole Porter. Ero un genitore amorevole senza esserlo legalmente”. “Quando alla fine adottai Dylan, Mia disse che ero stato un padre meraviglioso e che Dylan mi adorava”.


Quando Mia Farrow annuncia di essere incinta "naturalmente diedi per scontato che fosse mio, malgrado lei abbia poi sostenuto che Satchel fosse figlio di Frank Sinatra, penso che sia mio, anche se non potrò mai averne la certezza". Scrisse un film con il personaggio di una donna incinta, Un’altra donna. Allen racconta la trasformazione del rapporto con la compagna quando, d'improvviso, le cose precipitano. Dice che a Mia è successo quel che capitò a Diane Keaton con le ostriche di cui andava pazza: "una sera in un bar di New York stava spazzolando un piatto di molluschi locali quando si rese conto di quel che stava per mettere in bocca. Da quel momento non toccò più un'ostrica in vita sua”. Così, racconta, fece Mia Farrow, dicendo che non avrebbe dormito a casa sua, che non voleva che stesse vicino al nascituro, che le restituisse le chiavi del suo appartamento". La teoria di Allen è che la compagna abbia pensato che, avendola messa incinta, avesse assolto al suo compito e fosse diventato inutile. Racconta di come ha continuato a fare il padre, di come le maestre a scuola testimoniassero che era lui a interessarsi dell’andamento scolastico di Dylan". Racconta che la sua governante vide in più occasioni Mia dormire nuda con Satchel, che ora si chiamava Ronan, "fino a che questi ebbe undici anni. Non so se qualche antropologo abbia qualcosa da dire in merito". Racconta che Mia si rifiuta di mettere il suo nome, come padre, sul certificato di nascita e che è ossessionata da Satchel, che diventa il favorito. I figli adottivi erano figli di seconda classe, per Mia "adottare un bambino era elettrizzante come comprare un nuovo giocattolo, ma non amava crescere i bambini e non si occupava granchè di loro". Racconta del suicidio dei due figli adottivi, il terzo quasi li imitò e una figlia sieroposiva mori di Aids da sola in un ospedale il giorno di Natale. Allen chiede di adottare Dylan e Moses. In quel momento, grazie all'analisi, realizza di essere stato da lei considerato solo un finanziatore. "Feci recitare Mia in dieci film, presi pure sua madre, sua sorella e suo fratello, le diedi un milione di dollari esentasse per tirare su meglio tutti quei poveri ragazzi". La relazione boccheggia, si presentano in coppia alle cene ma poi si separano. 


Ecco la storia d’amore con Soon-Yi, "lasciate che vi spieghi come due persone che non si piacevano particolarmente, siano diventati una coppia, sposata da oltre vent’anni e ancora appassionatamente innamorata”. Soon-Yi, dopo un’infanzia terribile, viene maltrattata da Mia – allora sposata con un altro uomo - che prendeva la ragazzina per i piedi e la metteva a testa in già, e la considerava poco intelligente. Che la trascina per i set del mondo e non la fa studiare. Seguono racconti terribili su come Mia fosse una cattiva madre senza nessun interesse per i figli adottati. "Se racconto questo è perché quando Soon-Yi venne a stare con me non era un'orfana ingrata che tradiva una benefattrice amorevole. E Soon – Yi ha una personalità forte, non è un fiorellino indifeso”. Racconta di come sia nata l’amicizia, il racconto delle malefatte della madre "fu l’inizio di una amicizia che pian piano si trasformò in qualcosa di diverso”.  Racconta del rapporto e delle foto erotiche fatte con una polaroid una parte delle quali lasciate inavvertitamente sulla mensole dove Mia le trova. Racconta ai figli che Allen ha violentato la sorella, dice a lui che Soon-Yi si vuole suicidare, lei fugge e gli racconta che non è vero e che la madre l’ha picchiata con un telefono. Ronan (ora Satchel nel racconto del regista diventa Ronan), tenta di non far pubblicare una intervista in cui Soon-Yi raccontava i maltrattamenti della madre. "Non è la quintessenza dell’ipocrisia che Ronan abbia scritto un libro dove racconta dei tentativi della NBC di sabotare la sua indagine su Harvey Weinstein? Sarei tantato di dire: basta che funzioni".


Quando Soon-Yi lo chiama, Allen è cauto perché non vuole perdere la possibilità del rapporto con Dylan, Moses e Satchel, che "Mia controllava totalmente ed era disposta a usare come pedine”. Lo psicologo vede Soon-Yi parla con Mia e capisce quanto sia instabile, la ragazza dopo vicissitudini va a vivere da un'amica ma continua a telefonare a Allen. Arriva la triste, agghiacciante telefonata alla sorella di Allen in cui Mia avrebbe detto "Lui ha preso mia figlia? E mio mi prendo la sua" e al regista dice "Vedrai cosa ti ho preparato". Dylan e Satchel-Ronan sono piccoli e manipolabili, il più grande Moses meno, ragiona Allen che sottolinea che Soon-Yi non era minorenne e lui non era uno stupratore. Tentativi vani di composizione. Un sabato nella casa di campagna di Mia per un barbecue. Cerca di passare qualche momento sereno con Dylan, Moses e Satchel, torna in camera e trova un biglietto "il molestatore al barbecue, dopo aver molestato una figlia adesso tocca a un'altra". Mia telefona alla psicologa di Dylan dicendole che va fermato, la dottoressa l’avvisa e in aula poi testimonierà a favore di lui. Consegna, Allen, la sua verità sulla serata: "Eravamo tutti nel seminterrato a guardare la televisione, bambini e baby sitter comprese. Siccome non c’era posto per sedermi, mi piazzai sul pavimento e per un attimo posso aver appoggiato la testa in grembo a Dylan che era sul divano. La testa in grembo con il tempo si sarebbe trasformata nelle molestie in soffitta, ma la fantasia ispirata dalla canzone di Previn venne dopo".


“Siamo seri: non c’è motivo per cui un uomo di cinquantasette anni con la fedina immacolata, nel bel mezzo di una causa per l'affidamento dei figli si rechi in territorio ostile e in mezzo a persone ugualmente ostili quest’uomo, al settimo cielo per aver scoperto l’amore della sua vita, scelga proprio questo luogo e questo momento per abusare della sua amata figlia di sette anni". Svela che fu Mia a suggerire a Dylan che era stata molestata, la ragazzina fu portata da un medico, negò, fu portata a prendere un gelato dalla mamma e tornando raccontò una storia diversa. Allen si appella alla testimonianza del figlio Moses per rivelare lo schema di minaccia e plagio che Mia chiedeva ai figli. Sarebbe stata la Farrow a fare dei video con Dylan nuda cercando di farle recitare la storia e lo fece arrivare a Fox News: "Davvero un bell'esempio di amore materno". Cita le conclusioni della prima indagine che è partita "E’ nostra opinione che Dylan non sia stata abusata sessualmente dal signor Allen. Inoltre crediamo che le dichiarazioni videoregistrate di Dylan e quelle fatte da lei direttamente a noi per le nostre valutazioni non si riferiscono a fatti realmente accaduti il 4 agosto del 1992...". Porta altre conclusioni dell’indagine e conclude "Non sono stato io a insinuare che Mia abbia fatto il lavaggio del cervello a Dylan. E’ una conclusione dello Yale New Haven Hospital". Conclude, amaro: "Ci sono ancora mentecatti che pensano che io abbia sposato mia figlia, che Mia fosse mia moglie, che io avessi adottato Soon-Yi e che Obama non fosse americano. Ma non c’è mai stato alcun processo. Non sono mai stato accusato di nulla perché, come è stato chiaro agli inquirenti, non è mai successo nulla".



 

Tag: #Spettacoli #Cinema

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