La follia e il genio del Casanova di Sutherland e Fellini ritornano per il centenario

Pubblicato sabato, 14 marzo 2020 ‐ La Repubblica.it

Il mondo decadente e struggente del Casanova di Federico Fellini torna restaurato in occasione del centenario della nascita del regista. Continuano le iniziative per Fellini100 e, mentre le sale rimangono chiuse, ci si può immergere nel mondo onirico e surreale del cinema del maestro anche grazie alla pubblicazione in blu-ray dal 17 marzo de Il Casanova di Federico Fellini, un film complicato e tormentato che ha messo a dura prova il regista. Che infatti di quella lavorazione diceva: "Alcuni film nascono sotto il segno di una complicità profonda e di un'adesione totale di chi li dirige, altri nascono sotto il segno della resistenza e della riluttanza. Casanova appartiene a questa seconda categoria. Forse il film aveva bisogno che io nutrissi degli atteggiamenti di diffidenza totale, di antipatia, magari di ottusità. Il film non poteva essere fatto che così come è stato fatto".

Fellini100, torna il Casanova di Donald Sutherland in riproduzione.... Condividi  
Casanova nasce sotto l'impulso di Dino De Laurentiis che voleva un film da proporre agli americani, ma regista e produttore non si mettono d'accordo sul protagonista: Marlon Brando o Robert Redford suggerisce De Laurentiis, Fellini pensa a Michael Caine, Jack Nicholson, Gian Maria Volonté; Alberto Sordi si autocandida. La scelta cade infine sull'americano di origine canadese Donald Sutherland, che Fellini ha già incontrato due volte. La prima sul set di un film (Il mondo di Alex) in cui Fellini faceva un cameo di se stesso, poi sul set di Bertolucci mentre girava Novecento. Oltre all'indiscusso talento fu anche l'aspetto, la sua altezza di un metro e 92 (mezzo centimetro più dell'amatore veneziano), a convincere il regista. L'ingaggio - si dice - fu rapido, sugli scalini del Grand Hotel a Roma; Sutherland aveva 40 anni, pressoché la stessa età del suo personaggio.


 Il disegno di Jean-Sèbastien Rossbach sulla copertina del blu-ray Condividi  

Il progetto però è nato sotto una cattiva stella produttiva: passa dalle mani di De Laurentiis a quelle di Andrea Rizzoli e la sua Cineriz per finire poi in quelle di Alberto Grimaldi, mentre le riprese continuano a essere rimandate e il budget, a causa di tutti i ritardi, cresce. Il regista arriva sul set per dare il via al film il 21 luglio 1975: si tratta di una lavorazione difficile, altro che i soliti 9 mesi che Fellini impiega solitamente per partorire il suo film, per Casanova l'ultimo ciak arriverà agli inizi di maggio. Girato completamente nello storico studio 5 di Cinecittà, dove Fellini aveva due camere bagno e cucina, mangiava, lavorava e dormiva, il film impegnò talmente il regista che quando ricevette la notizia della vittoria dell’Oscar per Amarcord non volle lasciare il set e mandò il produttore Franco Cristaldi a ritirare il riconoscimento.

Il Casanova di Sutherland torna per il centenario del maestro Fellini

Nonostante il film si basi sull'autobiografia Histoire de ma vie, Fellini decise fin da subito di divagare, di allontanarsi dalla pagina scritta e se da un lato rispettò lo spirito dell'epoca, dall'altro il regista ha ben chiaro in mente un altro modello di riferimento: d'accordo con il suo sceneggiatore Bernardino Zapponi vuole raccontare un uomo che - al di là del cliché del playboy italiano - è in fondo nient'altro che un bambino non cresciuto, incapace di amare. Per preparasi a interpretare il Casanova Donald Sutherland aveva letto tutto quello che era stato scritto sul personaggio, ma Fellini gli chiese di dimenticare tutto perché non era la figura storica che gli interessava. Il titolo del film infatti Il Casanova di Federico Fellini non rispondeva tanto all'egocentrismo del regista quanto alla volontà di sottolineare che quella interpretazione era frutto di una lettura personale. Dei tanti racconti contenuti nel Memoir di Casanova alla fine Fellini ne sceglierà quattro, mentre gli altri - circa il doppio - saranno frutto della sua fantasia; a legare gli episodi la voce fuori campo del protagonista che in italiano viene doppiata da Gigi Proietti.

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Se il film fu una prova per il regista lo fu altrettanto per il suo protagonista: per interpretare Giacomo Casanova l’attore indossò 40 costumi, 10 parrucche e 300 nasi finti, le cronache raccontano come Sutherland fosse pazientissimo mentre si sottoponeva tutti i giorni a ore e ore di trucco. Ma sul set c'era tensione per il conflitto inevitabile fra il modo di lavorare di Sutherland, disciplinato, il copione a memoria, il lavoro di ricerca meticoloso, e quello del regista che aveva una visione totalmente diversa. Nonostante fosse affettuoso e lo chiamasse "Donaldino" in Fellini cresceva l'insofferenza. L'attore era stremato sia per la fatica dell'interpretazione, che per i rapporti con Fellini, che per l'estenuante seduta di trucco; la moglie Francine (con cui era sposato da tre anni) che era stata sistemata dalla produzione in una villa sull'Appia insieme al figlio Roeg di due anni, ma dopo mesi accanto a un marito distante, completamente risucchiato dal lavoro e svuotato di ogni energia, era sul piede di guerra, voleva chiedere il divorzio. La leggenda vuole che poi, con le valigie già pronte per tornarsene in Canada, Francine mettesse piede sul set proprio mentre il marito girava una delle scene finali col Casanova morente, rimanendo così colpita dall'interpretazione di Sutherland da indurla in pochi secondi a capire il percorso difficile attraverso il quale era passato e scegliere di rimanergli accanto.


"Sul set Fellini mi diceva sempre: 'cerca di accettare la realtà ma anche l'irrealtà' - raccontava Sutherland in occasione della presentazione del restauro alla Mostra del cinema di Venezia 15 anni fa - Per me era piuttosto difficile perché allora ero un tipo piuttosto razionale. Ma le settimane con lui, passate ad ascoltarlo, è stata una delle esperienze più belle della mia vita. E mi ha cambiato. Quando, poi, Federico mi ha chiamato a Roma per farmi vedere il film montato è stato un momento molto commovente: ha preso la mia mano e mi ha detto questo è il mio lavoro migliore. Per me è stato un grande onore farne parte".

Tag: #Spettacoli #Cinema

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