È morto Kirk Douglas, il centenario eroe del cinema

Pubblicato giovedì, 06 febbraio 2020 ‐ La Repubblica.it

Ne ha fatta di strada "il figlio dello straccivendolo" (così è intitolata la sua autobiografia, pubblicata nel 1988 da Simon & Schuster) da quando, il 9 dicembre di cento tre anni fa, vide la luce ad Amsterdam, cittadina dello stato di New York. È morto il leggendario attore di Hollywood Kirk Douglas, l'annuncio è stato dato dal figlio Michael Douglas che ha scritto: "Con immensa tristezza che io e i miei fratelli dobbiamo annunciare che Kirk Douglas ci ha lasciato a 103 anni".

Visualizza questo post su Instagram It is with tremendous sadness that my brothers and I announce that Kirk Douglas left us today at the age of 103. To the world he was a legend, an actor from the golden age of movies who lived well into his golden years, a humanitarian whose commitment to justice and the causes he believed in set a standard for all of us to aspire to. But to me and my brothers Joel and Peter he was simply Dad, to Catherine, a wonderful father-in-law, to his grandchildren and great grandchild their loving grandfather, and to his wife Anne, a wonderful husband. Kirk's life was well lived, and he leaves a legacy in film that will endure for generations to come, and a history as a renowned philanthropist who worked to aid the public and bring peace to the planet. Let me end with the words I told him on his last birthday and which will always remain true. Dad- I love you so much and I am so proud to be your son. #KirkDouglas Un post condiviso da Michael Douglas (@michaelkirkdouglas) in data: 5 Feb 2020 alle ore 3:33 PST


Allora portava l'impegnativo nome di Issur Danielovitch Demsky e si ritrovò catapultato in una famiglia di nove membri, ebrei bielorussi immigrati nel Paese delle possibilità. Secondo una vecchia leggenda, la fossetta sul mento sarebbe l'impronta dell'indice di un angelo, che voleva tenere il nascituro fuori dal mondo. Però non era ancora nato l'angelo capace di respingere il futuro Kirk Douglas: piccolo sì, ma destinato a crescere forte e atletico e a diventare un uomo senza paura, come recita il titolo di uno dei suoi western più celebri.



L'espressione "larger-than-life" sembra coniata per descriverlo, eccessivo in tutto nel corpo (dal torace enorme a quella famosa fossetta di cui lui stesso, con humour, si burlava) come nel carattere, che gli valse la fama di produttore e attore tirannico sul set. E in effetti capitava che Kirk imponesse la sua volontà al regista; al punto di servirsi, spesso, di "yes men" pronti a mettere fedelmente in pratica le sue idee. O che non facessero osservazioni su una certa tendenza a sovrarecitare, che talvolta ne deprimeva le eccellenti doti di attore (e basterà ricordare L'asso nella manica o Brama di vivere, dove interpretò il proprio alter-ego depressivo, Vincent Van Gogh). È cosa nota, infatti, che Douglas si avvalse dei poteri di produttore-vedette per cacciare Anthony Mann dal set di Spartacus; e, a dire del regista Robert Aldrich, avrebbe anche massacrato in sede di montaggio il western L'occhio caldo del cielo. Ma se questi sono gli aspetti negativi della sua personalità dominante, a compensarli ci sono stati tanti altri "effetti collaterali" della stessa meritevoli di rispetto e, spesso, di ammirazione.

È morto Kirk Douglas: più di cent'anni da latin lover da Barbara Stanwyck a Lauren Bacall

Come le volte in cui Douglas sfruttò carisma e potere per ottime cause. Basterà ricordarne due. La prima riguarda Orizzonti di gloria, al quale il giovane Kubrick, per compiacere i produttori, sarebbe stato disposto a dare un finale più "soft" e accomodante. E invece Kirk tenne duro su quello originale, convincendo il regista ad andare contro la produzione e assicurando al film la sua durevole fama di capolavoro del cinema antimilitarista. Il secondo episodio riguarda la protezione agli sceneggiatori della "lista nera" Dalton Trumbo e Albert Maltz; e, in particolare, l'altro film generato dalla coppia Douglas-Kubrick, ovvero Spartacus. Messo al bando da Hollywood per la militanza comunista, Trumbo non poteva più autografare le sue celebri sceneggiature, che firmava con uno pseudonimo. Fu Douglas a risarcirlo del lungo silenzio, imponendo che fosse citato col suo vero nome nei titoli di Spartacus e ratificandone, così, la riammissione nel Writers Guild of America. Perché Kirk Douglas è sempre stato, in fondo, un po' eroe. Forse è questo il motivo per cui, nella fase più recente della sua lunga carriera, ha voluto interpretare quasi soltanto personaggi eroici. Ed è in fondo un peccato perché - attore tutt'altro che a senso unico - probabilmente non è mai stato così bravo come quando faceva il cattivo (Le catene della colpa, Le vie della città) o l'uomo maturo in crisi (Due settimane in un'altra città, Il compromesso).


Foto Con Michael Douglas in occasione della star della Walk of Fame

Vedette in oltre settanta film, oltreché Spartacus e Van Gogh il neo-centenario è stato Ulisse, Doc Holliday, il fiociniere di 20.000 leghe sotto i mari Ned Land e una quantità di altri personaggi, riuscendo ad adattare la sua splendida faccia da impunito ai ruoli più diversi. Grazie a questa versatilità ha vinto l'Oscar alla carriera e l'American Film Institute lo ha inserito al diciassettesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Come cittadino, invece, ha mostrato un'assoluta coerenza: un liberal convinto, filantropo (tra l'altro ha fondato un centro per homeless) e sostenitore del partito democratico. Tanto che avrà sicuramente subìto una dura delusione per l'elezione alla presidenza di Donald Trump; che, in un'intervista sull’Huffington Post, aveva accostato all’ascesa di Hitler per la violenza dei toni e il razzismo. Quando ha compiuto un secolo, a chi gli chiedeva come intendesse festeggiare il centesimo compleanno, Douglas ha risposto: "Spero di avere intorno Michael e sua moglie Catherine e Anne e tutta la mia famiglia. E mi berrò un buon drink".

Kirk Douglas con tutta la sua famiglia. Quattro generazioni in posa
"Il segreto della mia longevità? Interressarsi al prossimo" diceva in una delle ultime interviste. Lascia la moglie Anne Buydens con cui era sposato dal 1954.

Tag: #Spettacoli #Cinema

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