Lenovo con NetApp, un'alleanza per il cloud ibrido

Pubblicato venerdì, 14 settembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

NEW YORK - Un accordo strategico e una joint-venture con NetApp, una soluzione completa per la gestione della sicurezza sui
suoi device e soprattutto una ambizione enorme: diventare il numero uno al mondo nel settore dell'informatica aziendale e
consumer. È il futuro di Lenovo, l'azienda multinazionale con l'anima cinese che, di nuovo sotto la guida Yuanquin Yang, ha
un piano molto ambizioso per conquistare il mondo.

Cominciamo dagli accordi. Nel corso della prima giornata dell'evento Transform 2.0 in corso a New York, Lenovo ha annunciato una partnership e accordo
strategico con NetApps, azienda americana che si occupa di storage e cloud, oltre a varie novità nella sua divisione server
soprattutto per quanto riguarda l'area dell'archiviazione dati. L'accordo prevede tra l'altro una joint venture in Cina per la fornitura di soluzioni locali nel mercato in più forte crescita
a livello mondiale per dati e storage
e fa parte della più ampia strategia sulla digital transformation che, per Lenovo, è la chiave con la quale guidare la crescita
della multinazionale.
«La digital trasformation in realtà – dice Yang – è una intelligent tranformation perché vede entrare in gioco l'AI. Servono
però infrastrutture dati e terminali sempre più sofisticati e potenti, flessibili. Serve anche potenza di calcolo e algoritmi
sofisticati per poter gestire la grande massa di dati e di know how aziendale dei vari settori necessari a creare i presupposti
per la trasformazione intelligente, cioè digitale ma aiutata anche dalle AI».
L'accordo prevede che le due aziende sviluppino congiuntamente la gamma di prodotti di storage a marchio Lenovo, che riunirà
le soluzioni NetApp nel data management interamente basato su flash con l'infrastruttura ThinkSystem di Lenovo – il tutto
utilizzando la tecnologia di NetApp e la produzione e la supply chain di Lenovo, che Gartner classifica tra le prime cinque
nell'ambito delle aziende globali di tecnologia.
Assieme all'accordo con NetApp Lenovo ha anche annunciato una serie di soluzioni e prodotti. Tra questi, il più significativo
è Think Shield, soluzione per la sicurezza digitale gestita attraverso tutti i prodotti server e pc dell'azienda
. ThinkShield è studiato sia per la protezione dei dispositivi dalla penetrazione degli hacker che le identità e le credenziali
degli utenti dai furti, nei dispositivi e durante la navigazione online, per tutto il ciclo di vita dei prodotti e delle informazioni.
È solo uno degli snodi di Lenovo, azienda che negli ultimi cinque anni ha accelerato notevolmente le sue attività inanellando
una serie di buoni trimestri. In una intervista a Fortune poco dopo l'acquisto di Motorola il Ceo Yang aveva detto che sperava
di replicare il successo dei ThinkPad, la linea di computer portatili comprata da Ibm (pochi anni dopo anche quella di server
basati su processori x86 di Intel e AMD) con Motorola. A fronte di avversari come Apple, Samsung e Huawei l'obiettivo di Yang,
in quello come negli altri settori è “nel tempo riuscire a sorpassarli”. Ancora oggi è questa la visione di Yang che, ci ha
spiegato, è convinto che la risposta vincente al mercato di oggi sia quella dell'integrazione verticale e dell'estensione
della gamma di prodotti a servizi e soprattutto a soluzioni complete.
«I clienti ci chiedono questo – ci ha detto Yang – cioè fornirgli tutto: server, storage, networking, apparecchi terminali,
software per la gestione. Vogliono soluzioni complete. Abbiamo trasformato il datacenter e siamo fornitori dei più grandi attori del cloud, come Google, Microsoft, Baidou e Alibaba. Abbiamo centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo, 34 siti produttivi, uan valutazione altissima sia nel settore server
che in quello dei personal computer e dei telefoni: produciamo 37 portatili al minuto, siamo presenti in 160 paesi con 60
filiali e 50mila dipendenti per un fatturato di poco meno di 50 miliardi di dollari all'anno.
L'ambizione di Yang è quella di riuscire a cogliere una opportunità di mercato che i suoi principali avversari, Dell e Hp,
non stanno riusciendo secondo lui a intercettare bene. Dalle soluzioni b2c a quelle b2b, dal business degli apparecchi a quello
delle soluzioni, tutto deve andare assieme, tutto deve essere end-to-end, tutto deve essere più smart. «La trasformazione
non è lineare – ci ha detto Yang - e sta accelerando sempre di più. Bisogna trasformare anche noi stessi».
Lenovo l'ha fatto, sostiene il Ceo e presidente: l'azienda è cambiata moltissimo. Anche e soprattutto come persone: «Il nostro
fattore di diversità – dice Yang –, di cultura, di non discriminazione, è fondamentale: nel comitato esecutivo ad esempio
ci sono 14 persone di sette nazionalità diverse tra i quali due italiani, vivono tutti in paesi diversi, ci sono tre donne
e una cultura internazionale e arricchita dalla diversità che è unica tra tutte le industrie del settore. Per questo penso
che abbiamo la migliore possibilità di avere successo rispetto alla nostra concorrenza».

Tag: #Tecnologie #EconomiaDigitale

Altri articoli pubblicati da Il Sole 24 ORE

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno lasciato la Cina, mille persone sono al lavoro per smantellare la location dove avrebbe dovuto tenersi la sfilata-kolossal, cancellata dopo le accuse di razzismo e sessismo montate sui social network contro gli...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Black Friday e Cyber Monday: nati come due giornate di sconti a fine novembre, adesso sono due marchi che promettono prezzi stracciati per intere settimane. Purtroppo, dove c'è movimento di denaro, i criminali informatici sono pronti a tendere...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Il fondo sovrano di Abu Dhabi ha citato in giudizio Goldman Sachs per lo scandalo 1Malaysia Development Bhd (1Mdb): l’accusa rivolta al gruppo bancario statunitense è aver corrotto funzionari nel corso di quella che sarebbe stata una vera e...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Borse europee deboli, dopo la buona performance della vigilia incoraggiata anche dal recupero di Wall Street che poi però ha chiuso contrastata. Del resto Gran Bretagna e Italia rimangono sotto la lente: la prima, nell’attesa della firma...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

In un anno e mezzo quasi il 6% dei commercialisti è finito sotto esame dagli organismi di disciplina di categoria, e un commercialista ogni dieci giorni è stato radiato dall’Albo. Due le principali cause: il mancato rispetto degli obblighi di...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

INNSBRUCK - Nasce dalla vituperata alternanza scuola-lavoro la storia di Samuele Dassatti e Andrea Zanin, due studenti al primo anno di università, rispettivamente in informatica e matematica, a Trento. Hanno ricevuto il secondo premio al...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Il futuro di quella che è stata finora l’unica grande alleanza di successo nell’industria globale dell’auto è una questione politica oltre che – e più che - che finanziaria. Non a caso il ministro giapponese dell’Economia Hiroshige...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Igor Korobov, il capo del Gru, l'intelligence militare russa, è morto a 62 anni «a causa di una lunga e grave malattia». Lo ha fatto sapere un portavoce del ministero della Difesa a Ria Novosti. Korobov avrebbe iniziato a stare male in seguito a ...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Aumentano i buyback azionari anche in Cina: un trend che sembra destinato a continuare dopo che agli inizi di questo mese le autorità di Pechino hanno allentato le limitazioni ai riacquisti di azioni proprie da parte di società quotate e hanno...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

NEW YORK - Lo sforzo è quello di aumentare la trasparenza, e di recuperare la credibilità. Google è pronta a lanciare nuove regole interne per accettare pubblicità sulla sua piattaforma in vista delle elezioni europee nella primavera del 2019 per ...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Le famiglie italiane voltano le spalle al BTp Italia. Con appena 863 milioni di euro, la fase di collocamento del titolo indicizzato all’inflazione italiana destinata al pubblico retail si chiude con il risultato più «magro » di sempre. Un dato...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

La Commissione Ue tende una mano al “populista pentito” Alexis Tsipras, diventato nel frattempo un allievo modello di Bruxelles, ma che deve affrontare un malessere crescente da parte della popolazione e dei sindacati dopo otto anni di cura di...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Rifiuti: avete presente il decantato “modello Treviso” che non ha l’inceneritore e raggiunge l’82% di raccolta differenziata? È facile essere ecologisti con l’inceneritore degli altri: Treviso manda a bruciare nel termovalorizzatore dei...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

Potrebbe valere fino a 3 miliardi di euro l’evasione da recuperare sui tributi locali e in particolare su Imu e Tasi. Sulla base di questo presupposto e sollecitata dalle istanze dell’Anci, Governo e maggioranza hanno deciso martedì in...

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018 ‐ Il Sole 24 ORE

F.P. è il classico piccolo risparmiatore: tiene il suo denaro sul conto corrente ma in passato aveva sottoscritto un paio di volte il BTp Italia, titolo di stato quadriennale indicizzato all’inflazione italiana Foi. E quando ha scoperto che il ...