Tra boschi e terremoti si ritrova la religiosità narrativa di Giacomo Nanni

Pubblicato domenica, 16 febbraio 2020 ‐ Il Foglio

“C’era una storia che mi aveva colpito in modo particolare: quella di un capriolo che si era rifugiato nei pressi di un centro commerciale e che aveva fatto amicizia con le persone. E poi c’era il terremoto di Amatrice. Ho messo insieme queste due cose, in un racconto corale. E a un certo punto, è proprio il terremoto a intervenire”. Giacomo Nanni – fumettista e illustratore, vincitore al Festival di Angouleme del premio L’Audacia – rallenta e poi si ferma; sceglie meglio le parole, misurandole in piccoli respiri, e riprende. “Forse se avessi cominciato direttamente con il terremoto, questo libro sarebbe stato subito etichettato come un libro d’avanguardia e sperimentale”. Invece? “Invece ho provato a muovermi in modo graduale, passando dal capriolo ai cacciatori, dalla carabina che i cacciatori usano fino alla montagna”. Atto di Dio, edito in Italia da Rizzoli Lizard, è un fumetto affilato, insinuante, dove disegno e parole lavorano insieme, l’uno di fianco alle altre, e dove la storia parla di Amatrice, della montagna che si scuote, della natura matrigna e della dolcezza della vita, e in cui gli errori degli uomini hanno delle conseguenze precise e inevitabili.
  
“Lavorare a questo libro”, dice Nanni, “è stata una cosa naturale; mi ha aiutato molto confrontarmi con Pasquale La Forgia: è stato il mio primo lettore, non lo facevo leggere a nessun altro. Di tanto in tanto, quando la storia procedeva, gli mandavo delle pagine e lo facevo per il piacere di raccontargli qualcosa. Penso che sia stato questo, poi, a impostare il tono del libro”. Un tono sincero, senza tempo, avvolgente, ammorbidito dai colori e dalle atmosfere, e di una solennità quasi ascetica, mai forzata. “Qualcuno dice che Atto di Dio è difficile. Non lo so. A me fa molto ridere, però. Perché mi scrivono persone che di solito non leggono fumetti e mi dicono di essersi emozionate”. E in effetti, in questo racconto che alterna voci d’animali a voci di cose, fino a voci delle radici della terra, l’elemento emozionale è la chiave di volta di tutto. “È un racconto che si tiene”, continua Nanni, “che si fa leggere, che funziona nonostante la sua frammentarietà. Non vuole essere una teoria su come funzionano le cose. È l’esatto opposto di un libro autobiografico. Queste sono vicende che ho vissuto leggendone. Mi ha appassionato la scrittura degli altri. E quindi Atto di Dio è corale anche da questo punto di vista”.
  
C’è stato, spiega l’autore, “un lavoro molto forte di ricerca. Sia delle ambientazioni sia fotografico. Volevo che ogni dettaglio fosse vero, che le cose fossero disegnate in un modo anche sintetico, sì, ma preciso. Non ho inventato nulla. I paesaggi, i percorsi: ogni cosa esiste”. In Atto di Dio la religiosità, più che la religione, è il filo conduttore della narrazione: “Ma c’è anche la superstizione, e c’è un equilibrio costante tra azioni e reazioni, tra quello che di male fa l’uomo e quello che poi succede. È qualcosa che fa parte di noi, della nostra cultura. La mia non è una risposta, ma una domanda. Ed è una domanda a cui, oggi, non sappiamo rispondere. Né con la scienza, né con la logica, né – purtroppo – con la razionalità”.
 
“Il disegno”, dice Nanni, “è la cosa più importante per me. L’idea, all’inizio, era di fare degli inserti di pura scrittura. Ma mi sono reso conto che, se l’avessi fatto, mi sarei sentito nudo”. In che senso? “Non ne ho avuto il coraggio. Mi piace molto lavorare con dei riferimenti reali. Il disegno diventa, per me, un modo per esprimere il mio punto di vista anche su cose che esistono a prescindere da me o da quello che penso. Il disegno ha sempre fatto parte della mia vita, fin da bambino”. E il fumetto? “Farò arrabbiare i puristi, ma secondo me bisognerebbe cominciare a togliere di mezzo questa parola. Perché dà fastidio, e dà fastidio perché rimanda immediatamente a qualcosa di preciso, come il balloon. Ma il fumetto non è solo quello: non è una forma prestabilita. A me piace parlare di racconto a disegni. Perché non ci sono confini, non ci sono limiti, non ci sono costrizioni”. Cos’è che non le piace? “A me il puro intrattenimento non intrattiene per nulla: mi annoia. Ho bisogno di qualcosa in cui possa riconoscermi. E il fumetto lo devi leggere, ti devi impegnare, non puoi subirlo; non puoi essere passivo. Il termine fumetto si lega ancora troppo al concetto di puro intrattenimento. Ed è vero che nasce per rilassarti alla domenica, nell’ultima pagina di giornale. Ma è normale avere voglia di emanciparsi”. E quindi cosa resta, alla fine? “Resta il pubblico: non esisteremmo, altrimenti; se raccontiamo queste storie è perché vogliamo farle leggere alle persone. E poi rimane la consapevolezza che senza esperienza, senza preparazione, non si va da nessuna parte”. E il talento? “Il talento, in realtà, non conta nulla”.

Tag: #GiacomoNanni #Fumetto #Libri

Altri articoli pubblicati da Il Foglio

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Il 28 e il 29 marzo, dalle 10.30 sul nostro sito, c'è il Festival del Realismo in streaming, un nuovo evento con dibattiti e video-interviste su temi di attualità economica e politica con tanti ospiti e giornalisti del ...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Sul coronavirus si giocano diverse partite politiche. C’è quella, ormai venuta allo scoperto, della coppia Giuseppe Conte-Rocco Casalino che tenta di lanciare definitivamente il premier accrescendone la popolarità a suon di like su Facebook e di...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Abbiamo chiesto al biologo Enrico Bucci di aiutarci a trovare ogni giorno un tema utile da offrire ai lettori per avere uno spunto di riflessione in più sul tema del contenimento del coronavirus. Questa è la prima puntata della sua rubrica, il...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Chissà che cosa penserà di questa sentenza il ministro di Giustizia, Alfonso Bonafede, quello che ha abolito la prescrizione e ha dato la possibilità ai giudici di trasformare i processi in una persecuzione senza limiti di tempo. Chissà che cosa...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Dante è sempre stato letto in pubblico. Come dice Andrea Battistini, imponente accademico allievo di Ezio Raimondi, è dal Trecento che il suo racconto si comunica oltre il limite del pensiero poetico e concettuale fissato...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Adoriamo Guido Vitiello, la sua simpatia, la sua bella cultura e la sua rubrica sul Foglio, che aveva anche ieri ragioni da vendere nonché, come al solito, deliziosamente formulate: “Un proclama recente del nostro comandante Analfa, Luigi Di Maio,...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Molti anni fa, ai tempi eroici di Mani pulite, un tizio che conoscevo, un magnifico mitomane della politica lo si potrebbe definire, si lamentava sempre di non essere preso in considerazione dai pm della banda Di Pietro: “Ormai, se non hai un avvisetto ...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Roma. Il numero di contagi, ricoveri e morti per coronavirus continua purtroppo a crescere. Forse con meno intensità. Alcuni azzardano a dire che si incomincia a intravvedere una fioca “luce in fondo al tunnel”. E’ fondamentale però,...

Pubblicato mercoledì, 25 marzo 2020 ‐ Il Foglio

I grandi rivolgimenti nella vita di una società – guerre, tsunami, terremoti, uragani, invasioni di rane e di locuste, stragi dei primogeniti, carestie e ovviamente epidemie – ingenerano negli spiriti sensibili allucinazioni di vario tipo. A volte...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Milano. Borse europee in forte recupero dopo giorni, settimane, di crolli e volatilità estrema. Piazza Affari ha guadagnato quasi il 9 per cento, in linea con gli altri listini che da Francoforte (+11 per cento), Parigi (+8,3 per cento), Madrid ...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

È comprensibile che in questo momento di grande diffusione dell’epidemia da coronavirus caratterizzato da altissimi numeri di pazienti ricoverati, intasamento delle terapie intensive e purtroppo ingente perdita di vite umane si desiderino fortemente...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Non ce lo ricordiamo mai, ma forse in questo strano tempo dilatato dell’emergenza sanitaria, alcune cose si ricordano: i bambini incolpevoli reclusi nelle patrie galere insieme alle madri. In Italia sono 59, secondo...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Calogero Venezia, Lillo, è morto a Catania, dopo un breve ricovero per  una polmonite che ha infierito su malanni precedenti. Ha scritto sua sorella, Enza Venezia Signorello: “Con enorme dolore devo comunicarvi che...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge che introduce sanzioni più dure per chi viola le norme anti contagio da Coronavirus e che uniforma il quadro normativo su tutto il territorio nazionale. Il premier Giuseppe Conte in...

Pubblicato martedì, 24 marzo 2020 ‐ Il Foglio

Gli Stati Uniti cominciano a muoversi nel complicato scacchiere internazionale legato alla guerra dei prezzi del greggio che ha portato il barile a scendere sotto la soglia psicologica dei 30 dollari. La priorità per la Casa Bianca è ora quella ...