Il governo in confusione sull'ecotassa e il partito di Renzi

Pubblicato giovedì, 06 dicembre 2018 ‐ Il Foglio

Il colmo di ironia sarebbe se l'arresto della vicepresidente ed erede al comando di Huawei fosse stato deciso in seguito a intercettazioni telefoniche, ma c'è poco da scherzare, perché con la richiesta di estradizione negli Stati Uniti di Meng Wangzhou, arrestata in Canada, si apre un confronto politico e commerciale che mette paura. Le borse mondiali sono tutte precipitate, ricordandoci, una volta ancora, che l'apertura dei mercati porta ricchezza, mentre il protezionismo può illudere nel breve periodo ma poi fa danni.
   

 
 
 
Allora, c'è questa storia della ecotassa, di cui non si sa bene quanto sia eco (è tutto da dimostrare) ma è certamente tassa, sull'acquisto di nuove auto, che sono pressoché tutte con motori Euro 6, quindi con alta efficienza energetica. La strategia di comunicazione dei 5 stelle questa volta è andata in tilt, di fronte alle proteste, arrivate anche dall'interno della maggioranza da Matteo Salvini. In sostanza i 5 stelle, ha cominciato Luigi Di Maio, vogliono far passare l'idea che non ci sono tasse per le auto già circolanti. Concetto ovvio, noto a tutti, ma estraneo al dibattito, perché si parla di auto nuove, da vendere l'anno prossimo. Insomma, qui ci si sta incartando per quella che forse è l'unica ideologia che caratterizza i grillini, ovvero l'ossessione ambientalista. E parla ideologicamente il ministro Costa, quando, in pieno scontro sulla nuova tassa, ricorda che però bisogna colpire chi inquina. Concetto di facile presa, ma senza senso, almeno riguardo a nuove auto, con motori di ultima generazione, nei quali, va ricordato, già si paga un sovrapprezzo in nome del miglioramento dell'efficienza energetica e quindi della riduzione delle emissioni. Un sovrapprezzo in termini di costi causati dalla ricerca per adeguare i motori e per rendere più leggere le carrozzerie. Mentre le auto più potenti sono già tassate moltissimo con la progressività del bollo. Salvini comunque promette cambiamenti, mentre l'opposizione attacca e il mondo produttivo è arrabbiatissimo
 
 
 
 
Intanto la manovra non c'è, Tria non va ai vertici, Moscovici attende con fiducia le revisioni italiane, il mercato dei Btp crede al nuovo corso. Alla Camera si vota una fiducia fantasma e il tempo per correggere le cose in modo un po' organico non c'è più: l'unica soluzione a questo punto è un rinvio della partenza dei due provvedimenti simbolo (e poi si vedrà). Ma resta aperta la questione di più lungo termine, il cosiddetto deficit strutturale e il suo rapporto con il debito italiano, ovvero l'unica grandezza importante e che deve essere ridotta in rapporto al pil.
 


 
Poi c'è l'attesa per il Pd? No, per Renzi.
 
 

Tag: #Huawei #DonaldTrump #XiJinping #Ecotassa #LuigiDiMaio #MatteoSalvini #MatteoRenzi

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