Appendino cerca la riconferma, ma pesano i fardelli suoi e degli ex collaboratori

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Roma. Aspira a un nuovo mandato, adesso, Chiara Appendino, sindaca di Torino benedetta da Vito Crimi, disponibile a concedere una deroga a chi ha già fatto due giri nelle istituzioni. Chiede persino una mano al Pd: “Non escludo che si possa allargare l’orizzonte e guardare in modo più ampio a quello che è strettamente il Movimento”, ha detto ieri Appendino a La7. Il Pd torinese però per il momento resiste alle tentazioni: “A noi sta a cuore la mobilità sostenibile e l’equità sociale, la vocazione internazionale della città e la sua anima industriale. Istanze a cui questa amministrazione non ha dato risposte e che rendono improponibile un Appendino bis”, ha risposto il segretario del Pd metropolitano Mimmo Carretta.
 
I problemi per la sindaca di Torino abbondano. Arrivata nel 2016 alla guida della città battendo Piero Fassino, grazie anche a un consenso trasversale (e il favore della classe imprenditoriale torinese), in questi anni ha collezionato diverse occasioni mancate. Persino tra i Cinque stelle torinesi c’è chi non la rivorrebbe e alcuni consiglieri in questi anni se ne sono andati dal M5s. Il consigliere grillino Damiano Carretto nei giorni scorsi ha pubblicato su Facebook una frase da bacio Perugina di Gianroberto Casaleggio (“Quanto mi manca”, dice Carretto) sulle norme da rispettare, per contestare il terzo mandato di Appendino: “Ogni volta che deroghi a una regola praticamente la cancelli”. Citofonare Vito Crimi.

 
E poi Appendino ha dimostrato di avere un serio problema con la selezione della classe dirigente, come dimostrano i casi di Paolo Giordana, ex capo di gabinetto, e Luca Pasquaretta, ex portavoce. Non sono mancati, infatti, i guai giudiziari per la sindaca e per i suoi (ex) compagni di stanza in Comune. Il 20 maggio la procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex portavoce Pasquaretta, e altre sette persone accusate, a vario titolo, di corruzione, peculato, estorsione, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.

 
La vicenda, nota ai lettori del Foglio, è quella della consulenza da 5 mila euro che il portavoce aveva fornito al Salone del Libro per l’edizione 2017. I pm hanno invece chiesto l’archiviazione per la sindaca, accusata di concorso in peculato, e per la funzionaria comunale Elisabetta Bove. “Non ho mai chiesto nulla a nessuno, né incarichi, né lavori, né favori. Nulla di nulla. E non vedo l’ora di dimostrarlo nelle sedi opportune”, ha detto Pasquaretta, riuscito finora soprattutto a dimostrare di essere abile nel mettere nei guai i suoi ex datori di lavoro. Resta in piedi invece il processo Ream in cui la sindaca è imputata insieme all’assessore al bilancio Sergio Rolando e all’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, che fu costretto alle dimissioni dopo aver fatto togliere una multa da Gtt a un amico.
  
Il processo nasce dall’inchiesta per falso in atto pubblico. Secondo le accuse della procura – che ha iniziato a indagare a partire da un esposto presentato dai capigruppo del Pd, Stefano Lo Russo, e della lista Morano, Alberto Morano – l’amministrazione avrebbe tolto dal bilancio del 2016 un debito da 5 milioni nei confronti di Ream, una partecipata della Fondazione Crt che avrebbe voluto investire nell’area ex Westinghouse, dove dovrebbe nascere il nuovo centro congressi di Torino. Nel 2012 Ream acquisì il diritto di prelazione sulla zona e versò al Comune una caparra di 5 milioni. A fine 2013, il progetto fu affidato alla Amteco-Maiora, l’operazione è stata perfezionata alla fine del 2016, quando il Comune ha incassato una parte dei 19,7 milioni offerti dai privati. E qui sta la questione: il Comune avrebbe dovuto restituire i 5 milioni, ma la cifra non è mai stata né versata né iscritta nel bilancio. Non è finita. E’ ancora in corso il processo per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017. Appendino ha scelto il rito abbreviato, il processo si è aperto a metà febbraio, la sindaca è accusata di omicidio, lesioni e disastro colposi.

  
Insomma, fra collaboratori sbagliati (come l’ex vicesindaco benecomunista Guido Montanari) e incapacità amministrative, che prescindono dalle vicende giudiziarie, la via della riconferma è parecchio perigliosa.

Tag: #ChiaraAppendino #Torino #M5s

Altri articoli pubblicati da Il Foglio

Pubblicato lunedì, 25 maggio 2020 ‐ Il Foglio

La questione del velo integrale continua a essere un’inesauribile materia di incomprensione tra la Francia e gli Stati Uniti – scrive Sophie de Peyret. In un lungo articolo pubblicato il 10 maggio, il Washington Post ha espresso ironicamente la sua...

Pubblicato lunedì, 25 maggio 2020 ‐ Il Foglio

L’epidemiologia quantitativa, in Lombardia, ha fatto passi da gigante. Dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità lombardo, ho preso infatti ispirazione per proporre alla comunità scientifica mondiale un nuovo indicatore epidemiologico: il...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

La quindicesima tappa del Giro d'Italia 2020 doveva partire dalla base aerea di Rivolto e arrivare al Piancavallo. La quindicesima tappa di GiroDiVino (qui trovate tutte le altre puntate) è da leggere bevendo una bottiglia ...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

“Non sottovalutate mai la mia abilità di tradurre cose complicate che non capisco in cose semplici che capisco”. Questa è una delle frasi “storiche” di Alberto, commentata insieme ad un gruppo di suoi studenti proprio nei giorni scorsi....

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

In quarantena non è stata domenica. Non c’erano le paste, le partite, l’ombra del lunedì in ufficio, Quelli che il calcio. A Mia Ceran, che lo ha condotto fino all’ultimo giorno prima del lockdown insieme a Luca e Paolo, ...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Il “caso Palamara” sulle cosiddette nomine pilotate al Csm travolge di nuovo l’Associazione nazionale magistrati. Ieri sera, il presidente dell’Anm Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo si sono dimessi a seguito dell’uscita delle...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Diranno che è un romanzo al femminile. Poi che è un romanzo femminista. Poi che è una storia dolorosa e anche intensa – molto, molto intensa. Scriveranno che si legge con lo stesso spirito con cui, da bambini, ci si faceva schermo con le mani quando ...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Roma. Ora che Virginia Raggi ha parlato senza parlare e come Michelangelo punta a portare a compimento con un secondo mandato da sindaca la sua personalissima Cappella Sistina (il paragone iperbolico e sprezzante del ridicolo è dell’ex...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Tra le cause del degrado della vita pubblica Luigi Sturzo annoverava “statalismo, partitocrazia e sperpero del denaro pubblico”, che definiva “le tre male bestie”. Il sacerdote siciliano riteneva lo statalismo la degenerazione del legittimo...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Roma-Milano, che succederà nel post Corona? Era un match che appassionava prima della pandemia. Con la capitale abbandonata ai degradi e Milano arrembante nell’efficienza (con polemiche anche aspre). Adesso tutto pare cambiato: intanto le ricette...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

“Navigare a vista, in autogestione”. Così il presidente di centrosinistra dell'VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, descrive quella che, in città, gli pare una situazione “caotica da tutti i punti di vista”. Qualche tempo fa...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

No, il plexiglas no. “Col plexiglas la spiaggia sembrerebbe una friggitoria”, dice Vittorio Maschietto, detto Titti, gagliardo signore 78enne dalla duplice natura. Urbanista di suo, e per caso anche erede di uno dei miti di Forte dei Marmi, cioè...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Sono ripartiti tutti in bicicletta, e quelli dei mezzi pubblici hanno tirato un sospiro di sollievo. Sulla Darsena, tra il negozio di frutta e verdura e quello delle spezie, il biciclettaio lavora incessantemente: chi ha bisogno di lui forma una lunga...

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Per fotografare gli anziani negli ospizi usava quello che lui definiva un lampo: un flash, una luce forte che illuminasse tutte le rughe, le pieghe del viso, del corpo molle, nudo e indifeso dei vecchi distesi nei letti o in attesa di essere cambiati....

Pubblicato domenica, 24 maggio 2020 ‐ Il Foglio

Milano. La macchina fotografica è uno strumento semplice: tutti possono usarla, ma la vera sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. È una ricerca soprattutto spirituale prima che...