Milano, dov’è la difesa? Micov-James: poi il vuoto

Pubblicato venerdì, 07 dicembre 2018 ‐ Gazzetta.it

Anche se Simone Pianigiani non vuol sentir parlare di crisi, la terza sconfitta consecutiva in Eurolega, soprattutto col rischio concreto che la quarta sia dietro l’angolo visto che giovedì l’AX farà visita al Fenerbahce Istanbul di coach Obradovic, Datome e Melli, fa scattare un campanello d’allarme. Non è ancora arrivato il momento di farsi prendere dal panico, ma preoccuparsi è lecito.
fattorE NEMANJA
Impossibile non partire dalle assenze, anzi, dall’assenza. Nemanja Nedovic in pochissimo tempo era già diventato uno dei leader della squadra. Con Micov e James aveva formato un terzetto che si era meritato il titolo di “tre tenori”. Le stecche senza il serbo non hanno tardato ad arrivare. In Eurolega l’Olimpia era 3-1 con lui, senza è 3-4. Non è certo un caso. Anche perché il suo buco (che va ben oltre i 14.1 punti a partita) non è stato tappato da chi avrebbe dovuto farlo. Era lecito aspettarsi un passo avanti da chi non porta sulle spalle cucito il nome “Micov” o “James”. Poteva essere la grande occasione di Amedeo Della Valle, ma pure lui si è fatto male. Curtis Jerrells è riuscito nell’impresa al contrario di chiudere le ultime due partite a secco. “Non posso negare che in questo momento non sia un giocatore in fiducia - ha detto Pianigiani dopo il k.o. col Gran Canaria -, ma ha più di trent’anni, è esperto, conosce l’allenatore, l’ambiente, tutti gli vogliono bene qui, magari gli basta solo mettere un paio di tiri, può farlo, per sbloccarsi. E’ chiaro che ci serve, poi se vincessimo si noterebbe meno, se ci fosse Nedovic ancora meno. Comunque non farei drammi, abbiamo sei vittorie, vorrei vincerne almeno una per girare a sette e giocarmi tutto nel girone di ritorno partendo alla pari, magari con tutti i giocatori”. Anche Brooks deve diventare un fattore in attacco: 6.6 punti di media sono il suo minimo in 4 stagioni d’Eurolega, così come il 45.7% da due.
cifre
La stanchezza è un altro mattone che pesa. Vero è che Milano gioca lo stesso numero di partite delle altre, anche se la nostra Serie A pone ostacoli ben diversi dalla Lega Adriatica o dai campionati lituano e greco (tolte Pana e Oly, il resto è fuffa), e quindi richiede sforzi ben maggiori. Ragionamento che non regge se si parla di spagnole e forse anche turche, seppure in minor misura. I numeri parlano chiaro: nelle prime 8 partite Milano viaggiava a 88 punti di media, concedendone 83.6. Nei 3 k.o. consecutivi, ne realizza 81.3 (un calo quindi di 6.7 punti a gara), lasciandone ben 89 (+5.4). Che la difesa faccia acqua (in assoluto, prima delle gare di stasera, è la terza peggiore con 85.1) non è quindi una novità. Quindi un differenziale negativo di 12.1. Una delle chiavi della vittoria del Gran Canaria sono stati i 23 assist (primato di club) concessi. “Dobbiamo evolvere, migliorare, essere più cinici anche quando non siamo brillanti perché questo ci renderà una squadra migliore” ha aggiunto il tecnico dell’Olimpia.
CONSOLAZIONE
Milano può consolarsi con la grandissima prestazione di Gudaitis, che contro gli spagnoli ha chiuso con 17 rimbalzi (primato di squadra e massimo in carriera), 10 dei quali d’attacco (a uno dal record d‘Eurolega condiviso da Travis Watson, Quadre Lollis e Gregor Fucka). Aspettando il ritorno del profeta Nemanja. Anche se pensare che basti quello per tornare a vincere sarebbe un errore.

Tag: #Eurolega

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