Lakers stesi senza LeBron Giannis, rimonta storica

Pubblicato sabato, 16 marzo 2019 ‐ Gazzetta.it

Senza LeBron James, tenuto a riposo, i Lakers vengono maltrattati dai Pistons e crollano per la settima volta nelle ultime 8 partite. I Bucks trovano una rimonta storica, diventando la prima squadra in Nba a recuperare dal -20 dell’intervallo e vincere con 15 punti di scarto. A svegliare Milwaukee ci ha pensato un super Giannis Antetokounmpo, che ha dominato gli Heat nella seconda parte di gara. I Rockets, pur con qualche brivido di troppo, passano sui Suns trascinati dai 41 punti di James Harden. I Sixers sorridono grazie a Joel Embiid. Bene Blazers e Hornets.
Detroit Pistons-Los Angeles Lakers 111-97
I Pistons (35-33) tornano a sorridere dopo 2 sconfitte consecutive, maltrattando sul parquet di casa i Lakers (31-38), arrivati nella Mo-Town privi di LeBron James, tenuto a riposo. Senza il solito contributo del Re, i losangelini rimangono in gara solo per i primi 24 minuti: Detroit, infatti, ha dalla sua il carburante delle motivazioni, con la battaglia per il 6° posto a Est con Brooklyn ancora accesa. A trascinare la squadra di coach Casey ci hanno pensato Reggie Jackson (20 punti), Andre Drummond (mostruosa doppia doppia da 19 punti e 23 rimbalzi) e Langston Galloway (23), che dalla panca mette le pezze alla serataccia al tiro di Blake Griffin, autore di “soli” 15 punti col 3/12 dal campo. I padroni di casa si adagiano, assieme agli avversari, in un 1° tempo freddissimo, prendendosi il vantaggio 46-40 alla sirena dell’intervallo. Nella ripresa, però, i Pistons accelerano: le triple di Galloway e il dominio di Drummond nel pitturato guidano al break di 13-2 che vale il 73-56 a 2’ dalla conclusione della terza frazione. I Lakers, solo a quota 62 punti in apertura di 4° periodo, non riescono a reagire. Il colpo del k.o. lo rifila, ancora, il solito Galloway dall’arco, per il 104-90 a 3’ dalla fine. Inutili i 20 punti e 13 rimbalzi di JaVale McGee, che tiene la testa alta al termine dello scontro con Drummond.
Detroit: Galloway 23 (4/4, 4/6 da 3, 3/3 tl), Jackson 20, Drummond 19. Rimbalzi: Drummond 23. Assist: Griffin 9
L.A. Lakers: McGee 20 (10/16), Caldwell-Pope 17, Caruso 16. Rimbalzi: McGee 13. Assist: Kuzma 10
Miami Heat-Milwaukee Bucks 98-113
Guai a pensare che i Bucks (52-17) possano soffrire di qualche sindrome da “pancia piena”. Nonostante il miglior record che permette di guardare l’intera Association dall’alto, i ragazzi di coach Budenholzer mettono in scena il meglio del repertorio nel 2° tempo, trovando una rimonta storica che lascia al palo gli heat (32-36). Milwaukee, infatti, diventa la prima squadra di sempre a vincere con più di 11 punti di scarto dopo aver toccato il -20 a fine 1° tempo. I Bucks cambiano pelle dopo il -20 toccato nel corso della seconda frazione grazie soprattutto alla svolta di Giannis Antetokounmpo, che dopo l’intervallo accende la modalità MVP e chiude con un tabellino da 33 punti, 16 rimbalzi, 9 assist e 3 stoppate. Al resto ci hanno pensato i 21 punti di Khris Middleton e i 17 di Eric Bledsoe. L’avvio, però, è tutto di Miami: Justise Winslow (20 punti, tutti nei 24’ iniziali) sale presto in cattedra, guidando i suoi sul 37-19 alla prima sirena e al 62-42 all’intervallo, con Milwaukee, per di più, costretta a fare a meno di Malcolm Brogdon, a causa di un problema al tallone destro. Con le spalle al muro, però, i Bucks e asfaltano gli avversari con un 2° tempo 71 punti, contro i soli 36 di Miami. il break decisivo arriva a cavallo tra 3° e 4° periodo: le triple di Ilyasova (15), Mirotic (8) e Connaughton propiziano il 21-9 che vale il sorpasso 89-84 a 9’30” dalla fine. Gli 8 punti consecutivi di Antetokounmpo e l’ennesimo colpo dall’arco di Ilyasova aprono le dighe per il 108-90 con 4’ sull’orologio, il momento in cui Miami capisce di non potersi rialzare.
Miami: Winslow 20 (5/9, 3/7 da 3, 1/2 tl), Whiteside 14, Richardson 11. Rimbalzi: Adebayo 11, Whiteside 11. Assist: Winslow 5, Adebayo 5
Milwaukee: Antetokounmpo 33 (11/15, 1/4 da 3, 8/11 tl), Middleton 21, Bledsoe 17. Rimbalzi: Antetokounmpo 16. Assist: Antetokounmpo 9
Houston Rockets-Phoenix Suns 108-102
Pur senza brillare, I Rockets (43-26) si rimettono subito in marcia. Dimenticato il k.o. contro Golden State, i texani centrano il decimo successo nelle ultime 11 uscite, costretti, però, a tirare fuori tutto il meglio del repertorio sul parquet di casa contro i Suns (16-54). James Harden, infatti, ha dovuto fare gli straordinari. Ma ha assolto il suo compito alla grande: 41 punti, 9 rimbalzi, 11 assist e 6 palle rubate a impreziosire il tutto. Danuel House (18) ed Eric Gordon (19) sono i secondi violini d’élite, che mettono le pezze all’assenza di Chris Paul, tenuto a riposo. Dall’altra parte, invece, non bastano i 29 punti di Devin Booker e i 22 di Kelly Oubre (che prova in tutti i modi a limitare Harden nel finale, dandogli filo da torcere con una gran difesa) a Phoenix, che, dopo aver battagliato alla pari per 36’, si scopre troppo immatura e poco cinica nell’ultima frazione. I padroni di casa, infatti, trovano la fuga negli ultimi 60”: la tripla capitale di House, con il Barba braccato a vista, vale il 105-100 e apre la danza dei tiri liberi. Dalla lunetta Harden trova il 3/4 che scrive il +6 decisivo a tabellone con soli 4” rimasti.
Houston: Harden 41 (9/14, 3/11 da 3, 14/17 tl), Gordon 19, House 18. Rimbalzi: Capela 11. Assist: Harden 11
Phoenix: Booker 29 (8/15, 1/7 da 3, 10/11 tl), Oubre Jr 22, Ayton 17. Rimbalzi: Ayton 14. Assist: Booker 7
Philadelphia 76ers-Sacramento Kings 123-114
Terza vittoria consecutiva per i Sixers (44-25), quella che permette di mettere la freccia del sorpasso su Indiana e prendersi momentaneamente la terza piazza nella Western Conference. A crollare sul campo del Wells Fargo Center tocca ai Kings (33-35), costretti ad inchinarsi alla superiorità di Philadelphia nell’ultima frazione, quando la stanchezza, dopo la battaglia della notte precedente contro Boston, si è fatta sentire. A dare la scossa a Phila è stato il solito Joel Embiid: 21 punti, 17 rimbalzi e 4 stoppate, con la ciliegina sulla torta delle giocate decisive, su entrambi i lati del campo, che ha fatto calare il sipario sulle speranze dei californiani. Ottima gara anche per Jimmy Butler (22 punti) e trascinatore nel break che ha regalato ai suoi la doppia cifra di vantaggio (59-48) nel corso della seconda frazione. I Kings, però, nella ripresa tornano sul parquet intenzionati a riaprire i giochi. Detto, fatto. Buddy Hield (14) e Harrison Barnes (16) si accendono coi canestri per l’aggancio e il sorpasso 71-70 nel 3° quarto. I Sixers provano ancora la fuga, tornando sul +11 (90-79) ma subito riagganciati in apertura di 4° periodo. La gara prende i binari dell’equilibrio, fino al momento in cui Embiid sale in cattedra: suo il jumper per il 116-109 a 4’ dalla sirena, prima della stoppata su Cauley-Stein che apre la strada alla tripla di JJ Redick (19). Il canestro del 121-114 di Big Jo Jo mette in ghiaccio, con 1’45” rimasti sul cronometro.
Philadelphia: Butler 22 (8/13, 0/1 da 3, 6/7 tl), Embiid 21, Harris 19, Redick 19. Rimbalzi: Embiid 17. Assist: Butler 7
Sacramento: Barnes 16 (2/5, 4/6 da 3, 0/2 tl), Fox 16 (3/8, 1/1 da 3, 7/8 tl), Bagley 15. Rimbalzi: Cauley-Stein 7. Assist: Fox 6
New Orleans Pelicans-Portland Trail Blazers 110-122
I Blazers (42-26) vogliono correre: terza vittoria consecutiva, la nona nelle ultime 12 uscite, un tabellino di marcia che li sta confermando una delle squadre da piani alti. A confermarlo è il 4° posto in classifica a Ovest, consolidato col successo in casa Pelicans (30-41) che può far sorridere coach Stotts. Perché, oltre ai soliti Damian Lillard (24 punti) e CJ McCollum (23), sta tornando a crescere il supporting cast, vero X-Factor di Portland, grazie al contributo di Rodney Hood (17), Jusuf Nurkic (11, 12 rimbalzi e 5 assist) e di Enes Kanter (17+8 rimbalzi). New Orleans prova a rispondere aggrappandosi a un super Julius Randle da 45 punti (career high) e 11 rimbalzi e alla tripla doppia da 14 punti, 12 rimbalzi e 16 assist di Elfrid Payton. Ma non basta. I Blazers alzano i giri negli ultimi 6’: le triple di McCollum, Lillard e Hood danno la spallata decisiva per il 115-103 a 3’50” dalla sirena. Il momento in cui NOLA alza bandiera bianca.
New Orleans: Randle 45 (18/27, 2/7 da 3, 3/11 tl), Jackson 16, Payton 14. Rimbalzi: Payton 12. Assist: Payton 16
Portland: Lillard 24 (4/9, 4/9 da 3, 4/4 tl), McCollum 23, Hood 17, Kanter 17. Rimbalzi: Nurkic 12. Assist: Lillard 7
Washington Wizards-Charlotte Hornets 110-116
Successo fondamentale per gli Hornets (31-37), che provano a tenere in vita le speranze per i playoff passando sul parquet dei Wizards (29-40) e avvicinandosi all’ottavo posto a Est, di proprietà di Miami e lontano 1 gara. A guidare la squadra di coach Clifford è il solito Kemba Walker, che mette la firma su 28 punti. Buona prova anche della second unit, con i 16 punti dell’eterno Tony Parker e i 18 di Jeremy Lamb a dare un contributo fondamentale. Washington si aggrappa ai 40 punti di Bradley Beal, ma paga carissimo un terribile 1° tempo che ha reso la rimonta una mission impossible. Gli Hornets, infatti, volano grazie a un 1° periodo da 40 punti e abbattono il muro del +20 (47-26) nella parte iniziale del 2° periodo. Nella ripresa i padroni di casa provano a tornare in scia. Ma i canestri di Beal, che valgono il -6 (107-101) a 4’30” dalla sirena, vengono vanificati dalla risposta di Lamb, che infila 5 punti consecutivi per il 115-108 a 1’35” dalla fine.
Washington: Beal 40 (8/16, 7/13 da 3, 3/3 tl), Green 20, Parker 17. Rimbalzi: Parker 11. Assist: Ariza 5, Beal 5
Charlotte: Walker 28 (8/22, 3/8 da 3, 3/3 tl), Lamb 18, Batum 16, Parker 16. Rimbalzi: Lamb 8. Assist: Batum 6

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