Beli e Spurs inarrestabili Gallo torna e stende i Bulls

Pubblicato sabato, 16 marzo 2019 ‐ Gazzetta.it

Gli italiani d’America, assicuratisi il posto ai playoff, continuano a vincere, rendendo sempre più avvincente la volata a tre (con Utah) per il sesto posto a Ovest. I San Antonio Spurs di Belinelli conquistano la settima vittoria di fila, contro i New York Knicks, i Los Angeles Clippers di Gallinari piegano Chicago conquistando la sesta vittoria nelle ultime sette uscite.
LOS ANGELES CLIPPERS-CHICAGO BULLS 128-121
I Clippers ottengono la 40ma vittoria stagionale (40-30) grazie a un 3° quarto clamoroso, da 45 punti e 16/24 al tiro. Gallinari segna 12 punti nel parziale, addirittura 27 per la partita, miglior marcatore dei californiani, ottavi a Ovest, ma appiccicati a San Antonio e Utah, che li precedono. Chicago (19-51) lotta, ma deve ancora trovare un giocatore franchigia credibile, nonostante gli stipendi da All Star pagati a LaVine e Porter che certo non lo sono…Fa discutere la doppia espulsione di Boylen e Rivers dopo un alterco inusuale tra gli allenatori Nba.
LA PARTITA
LaVine rientra dopo un paio di partite d’assenza, e si ritrova tra i piedi Beverley…Lopez imperversa in attacco al pronti/via: 10 punti nel 1° quarto, lui che ne segna di media meno di 9 a partita. Il Gallo si scalda presto: 7 punti dopo i primi 12’, al termine dei quali i californiani sono sotto 34-29 per colpa dello strappo di LaVine, che piazza un paio di triple nel finale di tempo. La panchina dei Clippers, trascinata dall’energia di Harrell, che ribadisce la candidatura a giocatore più migliorato della stagione, mette le cose a posto a inizio 2° quarto. Ma il rientro dei titolari dei Bulls, con Lopez e LaVine scatenati, tiene davanti Chicago. 63-57 Bulls all’intervallo. Nonostante il solito impatto (10 punti) di Williams dalla panchina. Dagli spogliatoi i Clippers tornano trasformati. Col senso di urgenza che serve per chiudere una gara che devono vincere per provare a evitare i Warriors nell’incrocio playoff. Un 13-2 di parziale spacca la partita: Gallo straripa contro Markkanen, segnandogli in faccia sia dal perimetro che attaccandolo in penetrazione. La tripla di Shamet vale l’84-71, ed è la pietra tombale sulla partita. Perché i Bulls vanno nel panico: avere LaVine e Dunn come guardie significa letture molto rivedibili. 91-73 è il massimo vantaggio Clips, con Beverley, più irritante dell’ortica, ma tremendamente efficace, che arringa la folla dello Staples Center. Boylen e Rivers vengono cacciati dopo un raro alterco tra allenatori, con il Coach di Chicago che fa l’ennesima figura da attaccabrighe sopra le righe, fuori controllo e forse fuori luogo a livello Nba. Il parziale del 3° quarto è 45-21 Clips. Tanto a poco. Con il gioco da 4 punti di Sweet Lou come ciliegina sulla torta del 102-84 dopo 36’. Poi Harrell e Williams continuano a imperversare, e Gallinari s’arrampica a 27 punti. I Clippers stravincono.
Los Angeles: Gallinari 27 pt (6/10, 4/4/, 3/5 t.l.), Harrell 26, Williams 21. Rimbalzi: Beverley 8. Assist: Beverley 7.
Chicago: LaVine 31 (6/12, 3/7, 10/13 t.l.), Lopez 22, Porter 15. Rimbalzi: Lopez/Marrkanen 8. Assist: LaVine 7.
San Antonio-New York 109-83
Lo scorso 24 febbraio a New York San Antonio aveva toccato il fondo, concedendo 130 punti ai Knicks in chiaro “tanking mode”, ora però quella squadra che aveva prodotto la peggior “Rodeo Trip” nella storia della franchigia texana sembra una lontana parente degli attuali Spurs. La compagine di Gregg Popovich, infatti, ha cambiato marcia e da una ventina di giorni si e’ messa a difendere per davvero, allontanando così, forse in maniera definitiva, lo spettro di una clamorosa assenza alla postseason, dopo 21 stagione consecutive chiuse ai playoff. Contro i Knicks arriva così un comodo successo, il settimo consecutivo (miglior striscia vincente attuale di tutta la Nba) che tiene gli Spurs in sesta posizione a Ovest con sole due gare di ritardo sui Thunder. Un buon Marco Belinelli chiude la sua sfida con New York firmando 12 punti in 21’ sul parquet. Ben diverso l’approccio degli Spurs fin dalla palla a due rispetto alla gara del Madison Square Garden. San Antonio difende con disciplina e in attacco si affida alla produzione di Aldridge e Forbes. Il solito buon impatto dalla panchina di Belinelli e Mills poi permette ai padroni di casa di toccare il vantaggio in doppia cifra in apertura di secondo quarto. New York fa quello che può ma gli Spurs concedono pochissimo. Poeltl, schierato in quintetto anche per fare a sportellate con DeAndre Jordan, si fa sentire sui due lati del campo, in attacco il pallone si muove bene e con il layup di Belinelli a 37’’ dal riposo gli Spurs chiudono un buon primo tempo avanti 56-41. I Knicks hanno il merito di continuare a crederci e all’inizio del terzo quarto si mettono a giocare la loro miglior pallacanestro. Dotson diventa letale dal perimetro e New York piano piano riapre un match che sembrava chiuso. Appena gli Spurs sentono però il fiato dei Knicks sul collo accelerano a livello offensivo e tornano padroni della gara. La produzione di Marco Belinelli permette a San Antonio di chiudere la terza frazione in crescendo e lo splendido gioco da tre dell’azzurro a 1’01’’ dalla fine del terzo periodo riporta gli Spurs al +13. L’ultimo quarto va via senza grandi sussulti. San Antonio tocca il confortevole +20 con la tripla di Bertans a 7’29’’ dalla sirena, il resto e’ accademia.
San Antonio: BELINELLI 12 (4/6, 1/4, 1/1 tl), con 2 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero in 21’12’’. Aldridge 18 (8/14, 2/2 tl), Forbes 13, DeRozan 13. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: DeRozan 7, White 7.
New York: Dotson 21 (6/13, 3/6), Allen 16, Mudiay 14. Rimbalzi: Jordan 13. Assist: Jordan 9.

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