Un miliardario alla conquista dei luoghi più profondi del pianeta

Pubblicato martedì, 08 gennaio 2019 ‐ Focus.it

C'è un piccolo gruppo di persone - circa una settantina - che ha completato il grande slam delle grandi avventure possibili sulla Terra, i nove obiettivi di esplorazione più ambiziosi: il Polo Nord e il Polo Sud a piedi, e le sette vette più alte del mondo. Cos'altro resta da fare, sul pianeta, a un'anima inquieta?

 

Scendere nelle più profonde profondità degli oceani, ha pensato Victor Vescovo, 53 anni, multimiliardario, che dopo avere collezionato tutte le mete dell'Explorers Grand Slam si è fatto costruire un sommergibile biposto Triton da 12 tonnellate, battezzato Limiting Factor, "certificato" fino a 11.000 metri di profondità - qualcosa come 1.100 atmosfere di pressione.

 



Il sommergibile è stato sperimentato in un ambiente dove sono state simulate condizioni di pressione superiori a quella della Fossa delle Marianne, il punto più profondo di tutti gli oceani. Nella foto: Victor Vescovo nel suo Limiting Factor. | Triton Submarines


Il primo obiettivo è in realtà già stato centrato pochi giorni prima di Natale: il punto più profondo dell'Oceano Atlantico, la fossa di Porto Rico, a 8.376 metri di profondità dalla superficie del mare. «È la prima volta nella storia che una "navicella" con equipaggio raggiunge il vero fondale dell'Atlantico: conto di essere il primo a collezionare tutte le fosse oceaniche e contribuire così alla conoscenza di questa parte di mondo ancora ignota e misteriosa», afferma Vescovo.

 

Il programma. Il prossimo obiettivo è la fossa delle South Sandwich, nell'Atlantico meridionale, tra il Sud America e l'Antartide: in quell'area lo attende una gola profonda 8.428 metri che al momento è senza nome e che Vescovo spera di poter battezzare (col suo nome, se l'impresa avrà successo).

La vita pulsante nella Fossa delle Marianne



Il sommergibile ha tre oblò: può resistere a pressioni di oltre mille volte quella atmosferica a livello del mare. | Triton Submarines


Quindi sarà la volta dell'Oceano Australe, dove l'esploratore si inabisserà nella fossa di Giava (7.725 metri), poi toccherà alla fossa delle Marianne (10.925 metri! Quasi al limite della "certificazione di profondità", che evidentemente ha un buon margine di sicurezza): è il punto più profondo del mondo, finora raggiunto solo dagli esploratori e oceanografi Don Walsh e Jacques Piccard e dall'esploratore e produttore cinematografico James Cameron. L'ultima tappa del percorso tra gli abissi di Vescovo sarà una tranquilla immersione ad "appena" 5.669 metri di profondità nelle fredde acque della Molloy Deep, nell'Oceano Artico.

 

Le imprese di Vescovo non saranno solamente "avventura": insieme a lui nel Limiting Factor c'è anche Alan Jamieson, biologo (università di Newcastle, UK), che all'attivo ha oltre 50 missioni di esplorazione in acque profonde e che in questo lungo percorso avrà modo di raccogliere dati e studiare ambienti mai esplorati prima.

Tag: #Scienza

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