Ryugu, una fragile pila di macerie

Pubblicato sabato, 24 agosto 2019 ‐ Focus.it

Nell'estate del 2018, dopo un viaggio di 300 milioni di chilometri durato 1.302 giorni, la sonda Hayabusa-2 ha raggiunto l'asteroide Ryugu, un piccolo oggetto di 850 metri circa di diametro: da allora, la sonda giapponese è scesa con successo due volte su 162173 Ryugu, per prelevare campioni da riportare a Terra (nel 2020).

 



Illustrazione: uno spaccato del robot MASCOT. | DLR


A bordo della sonda c'era il robot franco-tedesco MASCOT, un oggetto di 10 kg grande quanto un forno a microonde, dotato di quattro strumenti. Il 3 ottobre 2018 MASCOT, gestito dal Centro aerospaziale tedesco (DLR) di Colonia, si separò dalla sonda quando questa si trovava a 41 metri dall'asteroide, è atterrato con successo e per 17 ore ha condotto esperimenti muovendosi come una cavalletta tra i grandi massi in superficie. In un lavoro che riassume i dati (pubblicato su Science), i ricercatori definiscono Ryugu come un "mucchio di macerie" costituito da due diversi tipi di rocce, tutte quasi nere, con poca coesione interna.

 

Attenti! «Se Ryugu o un altro asteroide simile dovessero avvicinarsi alla Terra al punto da diventare un serio rischio, e si dovesse fare un tentativo per dirottarli, bisognerebbe procedere con grande cura. Perché colpendolo con forza l'intero asteroide, del peso di circa mezzo miliardo di tonnellate, si spezzerebbe in numerosi frammenti: molte singole parti incontrollabili, del peso di diverse tonnellate l'una, che potrebbero impattare sulla Terra», afferma Ralf Jaumann, dell'Istituto di ricerca planetaria di Berlino.

 



Istantanea della superficie di Ryugu, scattata dalla fotocamera di MASCOT durante la discesa sull'asteroide. | DLR


 



Meteoriti carbonacee: questo meteorite caduto vicino al lago Tagish (Canada) è molto simile a un tipo di rocce che costituiscono Ryugu. | DLR


La natura dell'asteroide è molto simile a quella delle meteoriti carbonacee trovate sulla Terra e risalenti a 4,5 miliardi di anni fa. Con una densità media di soli 1,2 grammi per centimetro cubo, Ryugu è solo un po' più "pesante" del ghiaccio d'acqua.

 

Ma poiché l'asteroide è composto da numerosi pezzi di roccia di diverse dimensioni, significa che gran parte del suo volume dovrebbe essere cavo, cosa che renderebbe questo corpo a forma di diamante estremamente fragile.


Vedi anche: i piani dalla Nasa per proteggere la Terra dagli asteroidi



I massi, che si possono ben vedere nelle immagini acquisite dalla fotocamera di MASCOT durante la discesa e sulla superficie sono per lo più scuri, tra i 10 centimetri e il metro di larghezza. In media, Ryugu riflette solo il 4,5% della luce solare incidente, una quantità paragonabile alla riflessione del carbone, rendendolo tra gli oggetti più scuri del Sistema Solare.

 



La superficie di Ryugu è ricoperta da un gran numero di rocce molto scure, da 10 centimetri a 1 metro di grandezza. | DLR


 

Mix di roccia. I due tipi di roccia osservati sono distribuiti approssimativamente allo stesso modo sulla superficie dell'asteroide. Ciò suggerisce due possibili origini: «Ryugu potrebbe essersi formato dalla collisione di due corpi di composizione diversa», spiega Ralf Jaumann: «che hanno dato origine all'oggetto che vediamo oggi. Oppure, l'asteroide potrebbe essere ciò che resta di un singolo corpo che si è frantumato, le cui zone interne presentavano condizioni di temperatura e pressione diverse, determinando così la formazione di due tipi di roccia».


L'asteroide Ryugu è più asciutto del previsto



Mondo senza polvere. Non senza sorpresa, Ralf Jaumann e il suo team hanno rilevato una totale mancanza di polvere sulla superficie: «Ryugu è disseminato di massi, ma non c'è traccia di polvere. Dovrebbe essercene, prodotta dal bombardamento dell'asteroide da parte dei micrometeoriti per miliardi di anni. È possibile che, data la gravità molto bassa, appena un sessantesimo di quella sulla Terra, la polvere sia scomparsa nelle cavità dell'asteroide, o che si sia dispersa nello Spazio».

 

Sott'acqua con la Nasa per fermare gli asteroidi


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