Twitcar, l’app che favorisce il parcheggio selvaggio

Pubblicato sabato, 15 febbraio 2020 ‐ Corriere.it

Il classico foglietto del “torno subito” sul cruscotto delle auto parcheggiate in doppia fila diventa un’app. Si chiama Twitcar ed è stata lanciata il 29 gennaio scorso su Google Play e App Store da una startup con sede a Roma. Il suo scopo è semplice: mettere in contatto gli utenti della strada con i proprietari delle macchine che intralciano la circolazione attraverso un QR code stampabile.

Poniamo di dover entrare in un passo carrabile o di dover parcheggiare su un posto per disabili, ma di esserne impossibilitati a causa di un’auto in sosta. Invece di suonare il clacson o di chiamare il carro attrezzi, fotografando il codice di Twitcar si potrà inviare una notifica sullo smartphone del proprietario per segnalargli (anonimamente) che il suo veicolo sta creando disagi. Un vantaggio per chi richiede la rimozione, certo, ma anche per chi non rispetta le norme. Con la scusa dell’app, infatti, il rischio è che gli automobilisti possano essere spinti a parcheggiare ancor più spesso dove non dovrebbero, moralmente giustificati dalla possibilità di essere avvisati in tempo reale. Della serie: «Io intanto lascio qui la macchina, poi in caso qualcuno mi scrive e io non rischio nessuna sanzione». Una soluzione informale che però si presta agli abusi. Quegli stessi abusi senza i quali l’app non avrebbe motivo di esistere. Tuttavia, invece di offrire soluzioni utili a contrastare il fenomeno, Twitcar ne prende semplicemente atto, facendone una leva di business. Sul sito ufficiale si legge quindi: «Consapevoli del modello di società in cui viviamo, Twitcar migliora la tua qualità di vita, riduce il tuo stress ed elimina le tensioni sociali. (…) È una vera app sociale che semplifica i rapporti civili e dà priorità alla risoluzione dei problemi».




L’app è disponibile in cinque lingue e due versioni: una gratuita con funzioni limitate, l’altra completa al costo di 2,49 euro all’anno (attualmente in promozione a 1,99 euro). È suddivisa in tre sezioni . La prima è dedicata agli avvisi . Dai più classici, come quelli per divieto di sosta, ai più astrusi, come gli sminamenti. 101 in tutto. Come mai così tanti? Anche per evidenziare come Twitcar non si occupi soltanto di salvare dalle multe i parcheggiatori selvaggi (come nel caso di Moveng), ma anche di questioni di pubblica utilità. Per questo è possibile consultare anche la sezione “guide” , nella quale sono visualizzabili 31 vademecum che gli sviluppatori hanno redatto insieme al Centro Alfredo Rampi Onlus per «aumentare la consapevolezza sociale su come prevenire e/o comportarsi in varie situazioni di emergenza». La terza funzione fa invece squillare il cellulare in caso di segnalazione a carico dell’utente.
«In Italia ci sono 646 auto ogni mille abitanti – ha scritto su Facebook l’ideatore dell’app Marco Bianchi – e il 26% della gente litiga per strada (dato Censis 2019). Ho pensato che fosse venuta l’ora di non suonare più all’impazzata il clacson o andare per negozi a chiedere “È di qualcuno l'auto in doppia fila?” ma di avere uno strumento moderno, semplice e pratico alla portata di tutti… senza più perdere tempo e senza più discutere». Lo stesso Bianchi ha poi rivelato che il progetto è nato a seguito di un’aggressione da lui stesso subita a gennaio 2017 per via di un parcheggio sbagliato. Il meccanismo, però, continua a non convincere. Così, sui social qualcuno ha anche proposto di utilizzare Twitcar per bombardare di avvisi fasulli tutti gli automobilisti indisciplinati . Resta ora da vedere se l’app prenderà piede e, soprattutto, che uso ne faranno i suoi utilizzatori.

Tag: #Tecnologia

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