Ten Hag, l’anti Allegri: esalta i ragazzini col calcio «complesso»

Pubblicato lunedì, 15 aprile 2019 ‐ Corriere.it

I ragazzini mannari danzano leggeri e feroci sul prato dello Stadium nell’ultimo allenamento, interamente aperto alla stampa, evento eccezionale a questi livelli.
Del resto l’Ajax non ha nulla da nascondere, nemmeno il recupero lampo della sua stellina più brillante, Frenkie De Jong, il cervellone biondo, col sorriso sempre sguainato e la palla attaccata al piede: «Se sei timido, qui per te sarà complicato» è una delle massime che campeggiano sui muri dell’accademia dell’Ajax, chiamata «Futuro». E anche mostrarsi al mondo senza filtri è un messaggio, forte e chiaro: questa squadra non ha paura di niente. E di nessuno. Soprattutto da quando è arrivato Erik Ten Hag, cresciuto lontano da Amsterdam sia come giocatore (era un centrale difensivo del Twente) che come allenatore. I due anni da assistente di Pep Guardiola al Bayern Monaco, dove guidava anche la squadra B, gli hanno impresso il marchio di discepolo di Pep sul cranio rasato, che in effetti somiglia a quello del maestro. Ma Ten Hag, che in Olanda è considerato in odore di eresia perché non è un dogmatico del 4-3-3, riporta ordine nell’albero genealogico di famiglia: «Guardiola è stato importante per me, ma lui al Barcellona ha imparato da Cruyff la filosofia dell’Ajax…».



Tutto torna, ma ognuno ci mette del suo: Ten Hag ha riportato lo stile olandese al centro di tutto nel tentativo di rivincere il campionato dopo cinque anni e ha superato «diverse frontiere» come ama ripetere: «Se siamo qui vuol dire che siamo all’altezza dei giganti come Real e Juve. Possiamo farcela: siamo giovani, ma giochiamo come adulti. La Juve resta favorita, ma noi vogliamo aggiungere alla lista un’altra partita indimenticabile».
La specialità di questo tecnico 49enne che già Kalle Rummenigge al Bayern aveva battezzato («È destinato a un grande futuro») è la capacità di lavorare sulla mente dei propri giocatori, sia nella quotidianità che nella vigilia delle grandi partite: «È genuino e interessato a te — ha spiegato l’ex milanista Urby Emanuelson che ha avuto come allenatore sia Ten Hag che Allegri —. Max è un genio, mentre Erik lavora più individualmente coi giocatori sotto l’aspetto mentale ed è una grande persona. In più ha una grande flessibilità tattica». Su un aspetto però non ci sono deroghe, ovvero sul fatto che l’Ajax farà una partita d’attacco «perché è sempre una questione di mentalità e molto dipende dalla testa: siamo freschi, anche sotto questo aspetto» dice Ten Hag.
E niente può turbare chi ha una visione differente del calcio, «che è complesso», ovvero il contrario di quello che sostiene Allegri. Nemmeno il fatto che De Jong, già venduto al Barcellona, avrà l’ultima parola se giocare o meno: «Il fatto che il prossimo anno giochi in un’altra squadra non influirà sulla sua decisione — sottolinea il suo allenatore —. Vediamo se vale la pena rischiarlo…». Solo la pretattica è uguale a tutte le latitudini.

Tag: #Sport

Altri articoli pubblicati da Corriere.it

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Le fiamme sono divampate alle 23. Poi in un attimo si sono propagate a tutta l’ex baraccopoli in via Collatina Vecchia, nella zona di Colli Aniene. E una densa nube con un odore insopportabile di rifiuti bruciati si è alzata su tutta la periferia est...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Mai visto un Dio così. «Miracle Workers», la nuova serie comedy in onda su Italia1 prodotta da Lorne Michaels, è un’operazione divertente e dissacrante allo stesso tempo, un tentativo curioso di raccontare l’onnipotente in modalità del tutto...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Una lunga conversazione tra l’imprenditore Paolo Arata e suo figlio Francesco captata dagli investigatori della Dia nel dicembre 2018 grazie a una “cimice” inserita nel telefonino. Su questa intercettazione – trasmessa per competenza dai...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Potrebbero giocarsi la vittoria sfidandosi nella loro specialità, il mezzofondo. Ma a mettere insieme la mole di accuse, repliche, insinuazioni, minacce di querela, richieste di danni e persino vecchie storie emerse con un tempismo perfetto (o sospetto, ...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Stavolta ci si gioca il tutto per tutto. A Baku, dove domenica si correrà il Gp dell’Azerbaigian, la Ferrari punta solo alla vittoria. Un nuovo k.o. avrebbe infatti risultati disastrosi in termini di punteggio e morale sul prosieguo del Mondiale. Se...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Stranieri irregolari in Italia, quanti sono davvero? «Il ministero dell’Interno ha i dati aggiornati in tempo reale. Gli altri possono giocare a lotto, ma i numeri dicono questo», ribadisce Matteo Salvini che anche nel giorno della Liberazione...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

TORINO I sogni volano, Neymar anche. L’attaccante brasiliano del Psg, di solito, viaggia con un jet privato. Come quello atterrato ieri sulla pista dell’aeroporto di Torino-Caselle. Neymar da Silva Santos Junior, 27 anni, numero 10 del club campione...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

MILANO Lui non se ne vuole andare, il club non lo vuole svendere e, soprattutto, non ha ricevuto offerte. Mauro Icardi non ha intenzione di lasciare l’Inter. È convinto che la sua storia in nerazzurro non sia affatto finita, lo ha fatto capire alla...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

MILANO La lunga notte del Diavolo. Smarrito, svuotato, impaurito. E spalle al muro: polverizzato anche il terzo obiettivo stagionale su quattro — dopo Europa League e Supercoppa italiana, l’addio alla Coppa Italia con la Juve ormai fuori dai giochi...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Sarà l’Atalanta di Gian Piero Gasperini a giocarsi, il 15 maggio a Roma contro la Lazio, la finale di Coppa Italia. Dopo il 3-3 dell’andata a Firenze, i bergamaschi vincono 2-1 nel ritorno con la Fiorentina e staccano il pass per la finale. Subito...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

«Il bambino piangeva, e lui gli ha dato due schiaffi». Donatella Di Bona lo racconta nella sua confessione davanti al pm e ai carabinieri. Accusa l’amante Nicola Feroleto di aver assistito senza fare nulla mentre lei strangolava il piccolo Gabriel...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Il sommo Michelangelo, poco prima di congedarsi dal mondo, diede alle fiamme la maggior parte dei suoi schizzi. Non voleva che i Medici ne venissero in possesso. Gerhard Richter, che probabilmente è il più grande pittore vivente e per nostra fortuna è ...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

«Solo lui può dare / Dare del tu al mare». Gino Paoli lo descrive così, con i versi che gli ha dedicato dieci anni fa nella canzone «Il marinaio». E uomo di mare Giulio Frezza lo era davvero. Subacqueo, velista, skipper «con una cima per legarsi...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

ROMA Ogni 25 aprile Annita lo celebrava nello stesso modo. In piedi davanti alla lapide dei martiri di Pietralata, vittime della retata nazista del 1943. Suo papà Crispino fu uno dei deportati della borgata, rinchiuso prima a Regina Coeli e poi spedito...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Ci sono sessanta persone, nel nostro Paese, che hanno avuto la certezza matematica di essere criminali sfortunati, ammesso che nel loro caso si possa parlare di sfortuna. Sfortunati perché sono stati smascherati come autori di un reato grazie alla...