Stati Uniti-Cina,  a rischio anche  il gigante della videosorveglianza di Pechino

Pubblicato mercoledì, 22 maggio 2019 ‐ Corriere.it

Un altro grande gruppo tecnologico cinese sotto la lente di osservazione (mirino) negli Stati Uniti. La Hikvision di Hangzhou, 34 mila dipendenti, produce telecamere di sorveglianza. Ne ha piazzate centinaia di milioni in Cina e ne ha vendute in tutto il mondo: dal Regno Unito al Brasile, fino all’Italia dove sono impiegate per la sicurezza all’aeroporto di Linate. Ora, secondo il New York Times, il Dipartimento del Commercio di Washington sta valutando di metterla nella lista nera per il caso Xinjiang, dove la popolazione uigura vive sotto continua sorveglianza anche grazie ai sistemi tecnologici prodotti da Hikvision.
Secondo le fonti del New York Times a Hikvision potrebbe essere applicato il «modello Huawei»: vale a dire divieto di vendere apparecchiature negli Stati Uniti ed embargo sulla fornitura di componenti americane per la produzione in Cina. La notizia ha causato un crollo del titolo Hikvision alla Borsa di Shenzhen: apertura a -9% questa mattina e poi chiusura a -5,5%.



L’azienda cinese finirebbe nella «lista nera» americana per la sua collaborazione tecnologica con il governo di Pechino nello Xinjiang. Nella regione occidentale è in corso una campagna di sorveglianza e repressione della minoranza uigura di fede musulmana. Secondo rapporti avallati dall’Onu un milione di uiguri sono finiti in campi di rieducazione. Pechino risponde che si tratta di «scuole» anti-estremismo islamico. Sia l’amministrazione Trump sia membri del Congresso di Washington hanno accusato Pechino di «repressione e crimini contro l’umanità nello Xinjiang». E ora il Dipartimento al Commercio indaga su Hikvision, che con le sue apparecchiature aiuterebbe le autorità a tenere sotto controllo la popolazione uigura.
Il gruppo di Hangzhou ha risposto in una nota: «Hikvision è un fornitore di prodotti. Non abbiamo niente a che vedere con qualsiasi azione inappropriata. Non abbiamo mai condotto e mai lo faremmo operazioni che comportino la violazione dei diritti umani». Il ministero degli Esteri di Pechino sostiene che le notizie di stampa evidenziano «la prosecuzione della campagna di calunnie americane contro aziende cinesi leader di mercato». Hikvision, che ha un valore di mercato di 37 miliardi di dollari, si vanta di essere il primo produttore al mondo di telecamere per videosorveglianza e apparecchiature di sicurezza. La sua crescita è stata aiutata dall’impiego massiccio su tutto il territorio cinese: entro il 2022 il governo centrale ha promesso che nella Repubblica popolare saranno operative 2,7 miliardi di cctv (close-circuit television). Accoppiate con riconoscimento facciale, Intelligenza artificiale e data base, le telecamere di videosorveglianza, nei piani di Pechino, dovranno scoraggiare il crimine e ogni comportamento antisociale. Hikvision è a partecipazione statale, controllata dal braccio tecnologico dell’Esercito popolare di liberazione. Ma fa affari in tutto il mondo.

Tag: #Esteri

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