Salvini commosso dopo il voto sulla Diciotti: «Potevano cambiarmi la vita» Video

Pubblicato giovedì, 21 marzo 2019 ‐ Corriere.it

ROMA «Ma vorrei vedere voi... Alla fine si vota su di te, su una scelta che hai fatto. Su una cosa che ti riguarda e che può cambiarti la vita... ». Matteo Salvini esce dall’Aula tra le pacche sulle spalle dei senatori leghisti che lo prendono bonariamente in giro per il momento di commozione manifestato durante la lettura della sua relazione. Il fatto che il vicepremier si sia affidato a un testo scritto invece di parlare come al solito a braccio, è già un piccolo indicatore del fatto che comunque il voto per lui una carica emotiva ce l’aveva. Da disinnescare con le parole scritte. In ogni caso, la regia è studiata, così come il testo dell’intervento messo a punto assieme a Giulia Bongiorno.

Pochi minuti dopo le 13 l’esito del voto ancora non è ufficiale, bisognerà attendere le 19, ma per il leader leghista il risultato è ampiamente positivo: «Una maggioranza così ampia certamente mi ha dato una grande soddisfazione. In pratica, hanno votato tutti contro il processo tranne il Partito democratico. Ma loro, cosa volete mai... hanno da dire anche se alla mattina vado a donare il sangue». Anche se in Senato per il futuro i conti rischiano di complicarsi: senza gli azzurri e i Fratelli d’Italia (o quanto meno gruppo misto e Autonomie) la maggioranza assoluta non ci sarebbe stata.

Poco più tardi, per il leader leghista arriva la seconda buona notizia della giornata: la Procura di Agrigento conferma il sequestro della nave Mare Jonio. Lui esulta: «Per me è un fatto storico, vuole dire che il fatto che ci fossero illegalità non erano mie stravaganze». Nel senso, chiarisce il ministro dell’Interno, che «se qualcuno si finge soccorritore, è fuorilegge». Quello che i leghisti aggiungono quasi corali è che la Procura di Agrigento è la stessa che lo scorso agosto aveva indagato Salvini per la prima volta per la vicenda Diciotti: «La certificazione - secondo un senatore - vale doppio, visto che il sequestro è stato disposto da una Procura che nessuno può accusare di indulgenza nei confronti della Lega». Per contro i leghisti danno per acquisito il fatto che il Tribunale dei ministri di Catania abbia già archiviato le posizioni di Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Il che è assolutamente possibile e la comunicazione può essere già stata data agli interessati. Ma resta difficile, da questo, dedurne ostilità focalizzate contro il leader leghista.


L’arresto del presidente a 5 Stelle del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, è stato accolto con distacco. Però, ha ridato fiato a coloro che non si stancano di ripetere al leader leghista che il rapporto con i 5 Stelle è finito e occorre una exit strategy rispetto ad alleati che si fanno ogni giorno più aggressivi. Ma il leader leghista non si fa spostare di un millimetro dalla linea ufficiale. E a Bruno Vespa che gli chiede della tenuta del governo dice: «Siamo serenissimi, la mia parola vale più dei sondaggi, il governo sta lavorando molto bene». Insomma: «Siamo di una serenità olimpica».
Resta il fatto che, a uno sguardo superficiale, il leader leghista ieri non ha riservato troppa attenzione agli appuntamenti con gli alleati. Il Consiglio dei ministri che si apre alle 14 si chiude dopo pochi minuti senza che il leader leghista vi metta piede. Il Cdm riprende alle 18.30, ma anche qui il ministro dell’Interno - anche se arriva per primo - si vede poco. Non c’è soltanto il fatto che è atteso per registrare l’intervista di Porta a Porta . Conta anche il marcare la distanza dal decreto Sblocca cantieri («Così non si sblocca niente») che - solo ben più tardi - si concluderà con l’approvazione «salvo intese». Intese che paiono ancora lontane.

Da registrare, uno scambio di sms con il presidente ungherese Viktor Orbán sospeso ieri dal Ppe fino alle prossime Europee. E anche il no detto da Salvini ai leghisti che gli suggerivano (in nome dei «costi-benefici») di evitare la partecipazione al Congresso mondiale delle famiglie in programma a Verona.

Tag: #Politica

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