Roma, Montecarlo, Parigi: Xi Jinping  (alla fine) annuncia  la partenza per l’Europa

Pubblicato lunedì, 18 marzo 2019 ‐ Corriere.it

Finalmente il ministero degli Esteri cinese ha confermato la missione di Xi in Europa, dal 21 al 26. Il portavoce di Pechino è stato ermetico sui dettagli degli spostamenti: ma l’arrivo a Roma è previsto giovedì pomeriggio, il 22 e 23 colloqui con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte, incontri con la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico. Tappa turistica a Palermo, poi Principato di Montecarlo e Francia. «Questa visita approfondirà la fiducia politica reciproca e la cooperazione pragmatica sotto l’iniziativa Belt and Road», ha concluso il portavoce. Nessun cenno alle polemiche nel governo italiano sulla firma del famoso Memorandum d’intesa, ai giudizi contrastanti sulle ambizioni globali e le ombre imperiali del progetto Via della Seta.
Chi cura l’immagine di Xi sta cercando naturalmente di presentarlo nella luce migliore: la Xinhua dà notizia di una lettera del presidente agli studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, i quali gli avevano scritto in cinese. Xi li elogia per il mandarino fluente e li invita a farsi ambasciatori degli scambi culturali tra i nostri due Paesi. Cortesia e soft power «made in China».


Qualche dubbio invece circola nei corridoi del potere a Pechino sull’adulazione esagerata nei confronti del leader. Ogni documento statale di peso si apre con la citazione della «guida del Partito con Xi Jinping al suo cuore» e del «Pensiero di Xi Jinping» come motore di sviluppo. E questo va bene, richiama la Costituzione, dove appunto è iscritto il Pensiero. Ma ci sono segnali di disagio per l’uso eccessivo delle lodi. A febbraio è stata emessa una circolare di Partito contro «Diji hong» e «Gaoji hei».
La prima espressione si può tradurre: rosso (hong) di basso livello (diji). Nella categoria rientrano le adulazioni ingenue e sciocche. Invece gaoji significa di alto livello e hei nero, colore negativo.
Quindi «Diji hong» vuol dire fare qualcosa di corretto politicamente ma sbagliato perché di bassa lega. Astenersi. Più delicata e subdola la questione del «Gaoji hei», che si riferisce a espressioni sofisticate di consenso che però si prestano a interpretazioni sarcastiche per il loro eccesso. Usare contro il Partito e il suo leader «Gaoji hei» può essere una manovra per intaccarne il prestigio in modo che sembrerebbe quasi nobile, ma invece è nero e quindi tenebroso.
Tra gli esempi di adulazione sciocca del Partito, che si presta a sarcasmo: nel 2016 l’Ufficio politico delle ferrovie di una città cinese pubblicò la foto di una coppia di dipendenti durante la prima notte di matrimonio. E che facevano gli sposini? Lui, seduto alla scrivania copiava a mano la Costituzione del Partito per impararla meglio, mentre lei osservava politicamente rapita. La foto diventò un tormentone sul web cinese.
In Europa i consiglieri di Xi dovranno stare attenti anche al gossip. Nice Matin, giornale della Costa Azzurra esperto di jet set, scrive che domenica 24, dopo la cena a Beaulieu-sur-Mer con Emmanuel Macron, Xi e consorte dormiranno al celebre Negresco. Secondo le fonti del giornale i cinesi avrebbero voluto che il grand hotel fosse chiuso ad altri ospiti, ma dopo cortese diniego della proprietà si sarebbero accontentati di due soli piani. Un altro dettaglio di Nice Matin: la coppia riposerebbe in un letto portato dalla Cina.

Tag: #Esteri

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