Rientro a scuola e lezioni più corte. La scelta del Parini per l’orario flessibile

Pubblicato lunedì, 25 maggio 2020 ‐ Corriere.it

Gli alunni che hanno frequentato quest’anno ormai giunto alle fasi finali sono dunque ammessi alla classe successiva, ha sancito l’ordinanza ministeriale del 16 maggio, anche quelli con insufficienze più o meno numerose o gravi, per i quali i consigli di classe devono predisporre un piano di apprendimento individualizzato con gli obiettivi da recuperare e le strategie da seguire. Alla riapertura delle scuole, va dedicato il tempo necessario a valutare i vari livelli da cui ripartire, tenendo in considerazione il fatto che i programmi in questi mesi sono stati rivisti e ridotti. Si tratta di progettare azioni rivolte all’intera classe, alle specifiche discipline, ai singoli alunni, avendo cura di non penalizzare chi invece ha ottenuto risultati positivi, con la possibilità concreta di «riaggiustare» in itinere le valutazioni di giugno.
Per una ripartenza efficace la scuola italiana ha già il riferimento legislativo che serve, e non da oggi: il regolamento per l’autonomia delle istituzioni scolastiche (DPR 275/1999 e normativa collegata). In particolare l’art. 4 tratta dell’autonomia didattica lasciando ampi margini di progettazione all’insegna della flessibilità. Le lezioni in Italia durano 60 minuti, ma le scuole possono definire unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria. Il Liceo Parini, dal 2016-17, sperimenta il progetto Faber Quisque, con lezioni da 50’ e utilizzo dei minuti «risparmiati» in moduli didattici rivolti a gruppi di alunni provenienti da classi aperte per consolidare conoscenze e competenze di base e\o approfondire argomenti delle materie curricolari.



Il progetto è molto gradito agli studenti, tanto che le classi in quattro anni sono quasi raddoppiate (da 27 a 51). Anche i risultati cominciano a essere notevoli: all’esame di maturità dell’anno scorso quasi 1 studente su 5 ha avuto o 100 o la lode, e 6 su 10 hanno avuto una votazione pari o superiore a 80/100. L’uso flessibile del tempo è una delle Idee di «Avanguardie educative» (Indire), di cui il Parini è scuola capofila. Tempi nuovi per l’istruzione italiana, in linea con tanti Paesi al mondo. Lezioni più brevi e più efficaci, nel rispetto innanzitutto della soglia di attenzione degli studenti.
Per il post Coronavirus, a prescindere dall’auspicata disponibilità di spazi adeguati e di organici che consentano una riduzione del numero di alunni per classe, alle Superiori si possono progettare lezioni di 40/50 minuti, a seconda dei bisogni delle diverse scuole, con un’articolazione così definita: lezioni in presenza classe per classe delle materie previste nel curricolo (es. Liceo Classico: 27 al biennio, 31 al triennio). Qualora non sia possibile la presenza in simultanea di tutti gli allievi nelle aule, a causa delle prevedibili limitazioni disposte dalle autorità competenti, si procede allo sdoppiamento: metà in classe e metà a casa, a turno. Chi sta a casa segue le lezioni a distanza, ma su una piattaforma nazionale, per evitare qualsiasi possibilità di discriminazione o esclusione, e dotando le scuole della strumentazione e della connettività necessarie. Accumulando i minuti “ritagliati” (20/10 per unità oraria) possiamo creare lezioni mirate per consentire agli allievi promossi con insufficienze di recuperare.
I docenti progettano percorsi riservati a gruppi di 10/12 allievi, anche provenienti da classi diverse e per tipologia di carenze. Tali moduli si possono svolgere o prima dell’inizio delle lezioni comuni o subito dopo, o eventualmente anche in orari pomeridiani, scaglionando così gli ingressi in modo agevole e con motivazioni didattiche oltre che prudenziali. Gli alunni che non hanno bisogno di recupero, ma devono comunque completare l’orario dovuto, frequentano, oltre le lezioni comuni, corsi di approfondimento a loro scelta su moduli proposti dai docenti, sempre per classi aperte e anche a distanza. Sarebbe un’alternativa per continuare a scoprire e valorizzare questa modalità di didattica, che si sta rivelando per certi versi stimolante e utile, anche in prospettiva lavorativa.
Al proposito viene spontaneo pensare che per il prossimo anno molte attività di Pcto (ex alternanza scuola lavoro) potrebbero svolgersi appunto a distanza. Con il tempo flessibile, organizzato da ogni scuola in base alle proprie esigenze e caratteristiche, i docenti hanno in definitiva la possibilità di recuperare i contenuti non svolti in questi mesi, a vantaggio dell’intera classe, mentre gli alunni promossi con insufficienze possono rimediare seguendo percorsi personalizzati. Tutto nel rispetto del monte ore dei diversi curricoli nazionali. Con l’auspicio che una simile sperimentazione possa continuare oltre l’emergenza sanitaria, avvalendosi dell’assistenza tecnica di Indire e del sostegno anche finanziario del Ministero. Perché non va dimenticato che innovazioni come queste, che hanno l’obiettivo fondamentale di limitare l’insuccesso scolastico e di favorire l’eccellenza degli studenti, comportano un’intensificazione dell’impegno e del lavoro dei docenti, ed è giusto dar loro il giusto riconoscimento anche economico.
*Preside Liceo Parini Milano

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