Ragusa, mamma-cameriera travolta fuori dal ristorante: guidatore positivo alla cocaina

Pubblicato lunedì, 15 luglio 2019 ‐ Corriere.it

SCICLI (RAGUSA) Era andata a lavorare come ogni sera in quel ristorante di Cava d’Aliga, una frazione marinara di Scicli, nel Ragusano. Aveva terminato il turno da cameriera e in compagnia di un collega stava andando a buttare la spazzatura caricata su dei carrelli, poi sarebbe potuta tornare a casa dal suo bambino di quattro anni. Perché Martina Aprile, 25 anni da compiere il mese prossimo, era una giovanissima mamma. Anzi, una «mamma a tempo pieno», come si presentava sul suo profilo di Facebook. Ma a casa Martina non è mai tornata perché su quella strada, viale della Pace, un rettilineo, è stata travolta da una Lancia Y guidata da un uomo che poi è risultato positivo a cocaina e metadone. È morta così Martina, mentre è rimasto quasi illeso il collega quarantunenne che era con lei al momento dell’incidente e che nell’impatto ha riportato solo alcune escoriazioni e lievi ferite.
Al volante della Lancia, c’era Carmelo Ferraro, 34enne di Scicli con una storia di problemi di droga. Anche lui cameriere, stava tornando al suo posto di lavoro per recuperare il cellulare che aveva dimenticato. Ma nella sua corsa ha travolto Martina. Ferraro si è fermato sul posto dopo l’incidente. Dagli esami svolti a Modica è risultato positivo alla cocaina e al metadone. Ieri mattina è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato e quindi rinchiuso nel carcere di Ragusa. In passato gli era già stata sospesa la patente, sempre per utilizzo di stupefacenti. Funzionava così, spiegano gli inquirenti: la patente, in casi come questi, veniva sospesa solo per un lasso di tempo. Mentre oggi, con le norme sull’omicidio stradale, è più facile la revoca o una lunghissima sospensione. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, sono condotte dai carabinieri di Modica, guidati dal capitano Francesco Ferrante, assieme ai carabinieri di Scicli che sono intervenuti subito sul luogo dell’incidente con i sanitari del 118 che, purtroppo, hanno solo potuto constatare il decesso della ragazza.



Incredulità e rabbia tra gli amici di Martina. Tanti affidano al suo profilo Facebook un pensiero a lei e al suo bambino. «Troppo presto per andare via. Eri una ragazza solare, dolce e bella ma soprattutto una grande mamma. Ancora non ci credo», scrive un’amica commentando una fotografia che mostra Martina, il suo volto dolce dai grandi occhi scuri. «Era allegra, aveva affrontato più di una prova nella vita, sempre con il sorriso», racconta di lei l’amica Miriana. «Una notizia straziante — scrive un’altra amica sui social —. Noi abbiamo condiviso insieme la rabbia di essere mamme sole e la felicità di essere madri dei nostri figli nonostante tutto». Altri su Facebook manifestano tutto lo sconcerto per le notizie sempre più frequenti di vite distrutte da persone che hanno assunto stupefacenti prima di mettersi alla guida. Proprio come pochi giorni fa è successo a Vittoria, sempre in provincia di Ragusa, con il tragico incidente che ha provocato la morte di due cuginetti, Alessio e Simone D’Antonio, di 11 e 12 anni. Anche in quel caso chi era alla guida aveva fatto uso di droga, e in quella circostanza anche di alcol.
E l’incidente avvenuto la notte tra domenica e lunedì intorno all’una, è stato seguito dopo poche ore da un altro — anche stavolta mortale — nel piccolo paese famoso per essere il set della serie del Commissario Montalbano. Ieri mattina intorno alle otto, infatti, un tunisino di sedici anni, Said Siraj, è morto andando a sbattere con lo scooter in via Vitaliano Brancati per cause da accertare. Il sindaco di Scicli ha proclamato un giorno di lutto cittadino da tenersi nel giorno delle esequie di Martina e del giovane Said.

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