Milan, missione quarto posto Il futuro di Gattuso è in bilico

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

MILANO La lunga notte del Diavolo. Smarrito, svuotato, impaurito. E spalle al muro: polverizzato anche il terzo obiettivo stagionale su quattro — dopo Europa League e Supercoppa italiana, l’addio alla Coppa Italia con la Juve ormai fuori dai giochi resterà un enorme rimpianto che ha indispettito non poco Elliott — ora tutto ruota attorno al fondamentale quarto posto che vale i 50 milioni della prossima Champions. Una disperata caccia all’oro, roba da dentro o fuori. Perché il Milan lì non può fallire.
Altrimenti la stagione che doveva essere della ripartenza si trasformerà non solo nell’ennesima annata fallimentare, ma in un macigno che rotolerebbe anche su quella a venire: senza Champions, e col fiato dell’Uefa sul collo per il financial fair play, sarebbe a quel punto inevitabile sacrificare almeno uno o due dei giocatori migliori. Altro che campagna estiva di rafforzamento. Insomma: il futuro rossonero passa da qui. Dalle prossime cruciali cinque giornate. A partire dalla prima, lo spareggio di domenica a Torino. Contro una squadra che, a differenza del Milan che nelle ultime 7 partite ha vinto una volta sola, va a mille.



Spalle al muro il Milan, spalle al muro Gattuso. Col passare dei giorni il suo futuro appare sempre più incerto, sempre più distante. A fine stagione con ogni probabilità le strade si separeranno. Con o senza quarto posto. Nomi? Ovviamente tutto dipende dall’esito dell’annata, perché un conto è proporre un progetto che include la Champions, un altro senza. I nomi più caldi sono Jardim e Sarri nel primo caso, con Pochettino più sfumato visto l’exploit europeo del suo Tottenham. Di Francesco, Giampaolo e De Zerbi gli identikit nel caso di piano B. Improbabile invece un terremoto prima della fine, a meno ovviamente di clamorose imbarcate che costringerebbero il club a scelte drastiche. Ma resta un’ipotesi estrema, improbabile, la linea societaria è ormai chiara: avanti insieme, fino alla fine.
È quello che è emerso anche ieri durante il faccia a faccia fra Gattuso e i dirigenti Leonardo e Maldini. I tre hanno parlato a lungo: di scelte tattiche, di giocatori, ma soprattutto di un piano per venire fuori dalla crisi prima che sia troppo tardi. Stiamo uniti, il messaggio. L’imperativo è conservare il quarto posto. A tutti i costi. Nella discussione sono finite anche alcune scelte di Gattuso. Che sarebbe però sbagliato considerare l’unico colpevole di una crisi più ampia. Innegabile abbia commesso errori, a partire dai continui esperimenti tattici che nelle ultime settimane hanno generato ulteriore confusione. O i gol subiti in fotocopia. O lo scarso spazio concesso a Cutrone. Ma c’è di più.
La crisi di molti uomini chiave, per esempio. Su tutti Suso e Calhanoglu. Due ombre, così come lo sono le troppe riserve mai davvero all’altezza. Laxalt e Castillejo sono davvero da Milan? Dubbi enormi. C’è poi una condizione fisica generale precipitata, insieme a quella mentale. E c’è anche la sfortuna: Calabria si è rotto il perone, stagione finita. L’unica buona notizia è la classifica. Il Diavolo è quarto. Significa che il destino è ancora nelle sue mani.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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