Madre incontra la figlia morta grazie alla realtà virtuale: «Era il paradiso»

Pubblicato martedì, 11 febbraio 2020 ‐ Corriere.it

Confondere la realtà virtuale con la vita di tutti i giorni: una pratica da evitare, ma che in determinate situazioni può rivelarsi un’esperienza unica e toccante. Lo dimostra la storia di Jang Ji-sung, protagonista del documentario sudcoreano I met you , trasmesso giovedì scorso dalla Munhwa Broadcasting Corporation (Mbc). Grazie all’aiuto di uno speciale visore 3D, la donna ha potuto rivedere l’amata figlia Nayeon, morta nel 2016 a soli sette anni a causa di una rara forma di leucemia. Un mondo fittizio, certo, ma emozioni concrete: interagire con una fedele riproduzione della piccola a quattro anni dalla sua scomparsa ha rappresentato per la madre un’ esperienza tanto profonda quanto verosimile.
Un ricco estratto presente su YouTube ha già raccolto oltre 8 milioni di visualizzazioni e mostra qualcosa di mai visto in precedenza. Jang si muove all’interno di uno studio televisivo, ma è immersa in un ambiente virtuale. Si trova su un prato di campagna, guarda intorno a sé, poi sente la voce della figlia: eccola lì, Nayeon, che le corre incontro sorridendo. È un miracolo. Virtuale, ma pur sempre tale. E le due iniziano a interagire: la figlia parla grazie all’intelligenza artificiale, la madre – estremamente commossa – le risponde e riesce quasi a toccarla. Le lacrime, nel frattempo, iniziano a rigare anche i volti dei parenti che osservano la scena poco distante. E il prodigio continua: seduta insieme a Nayeon sotto un cielo stellato, prima Jang soffia su una torta di compleanno, poi riceve in dono un mazzo di fiori, infine accompagna a letto la bimba per darle la buonanotte. È a questo punto che una farfalla fosforescente si posa sul fianco della piccola. Il tempo di un’ultima carezza e tutto svanisce in una nuvola di luce: per la donna è tempo di tornare alla normalità. Di lasciare un mondo incantato in cui, ne siamo certi, avrebbe desiderato stare ancora a lungo.




«Ho vissuto un momento felice, il sogno che ho sempre voluto vivere. Era come il paradiso», ha detto Jang al termine dell’esperienza, con la voce rotta dal pianto. Il suo viaggio apre importanti scenari all’insegna di un binomio – realtà virtuale e intelligenza artificiale – che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era dell’innovazione. Spazi digitali in cui immergersi anima e corpo per “staccare” dalla quotidianità. Il primo passo è stato compiuto. Resta da vedere se, un giorno, un simile sistema diventerà alla portata di tutti. Sarà un bene o sarà un male? Questione non indifferente dal punto di vista filosofico, ma è del tutto probabile che la risposta – come sempre accade in questi casi – non si rivelerà del tutto univoca. Intanto rallegriamoci della gioia di una madre che mai avrebbe creduto di poter trascorrere un’ultima giornata accanto alla figlia. Potere della tecnologia, verso orizzonti ancora ignoti.

Tag: #Tecnologia

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