La morte di Laura Pignataro e la replica della Commissione europea

Pubblicato lunedì, 18 marzo 2019 ‐ Corriere.it

Gentile direttore, dobbiamo sottolineare che l’articolo «Unione Europea; Bruxelles, il mistero del suicidio di Laura Pignataro, funzionaria italiana dell’Ue», pubblicato online sul Corriere della Sera il 16 marzo, rimanda a un articolo apparso il 15 marzo sul quotidiano francese Libération che è stato confutato vigorosamente dalla Commissione europea. È totalmente incomprensibile che Corriere della Sera riprenda quell’articolo con tutte le falsità che contiene. Già il 15 marzo la Commissione europea ha comunicato ai media, oralmente e per iscritto, che il segretario generale conosceva appena Laura Pignataro, la collega deceduta di cui scrive l’articolo. Si erano visti soltanto due volte, di cui una nel corso di una riunione ad ampissima partecipazione. Ai due incontri non ha fatto seguito nessun contatto. Il segretario generale non ha mai lavorato con lei né le ha mai telefonato. Le pressioni citate nell’articolo sono manifestamente un’invenzione faziosa. Non si profila inoltre nessun «conflitto di interessi», perché il segretario generale è stato consultato soltanto sui quesiti posti dal Parlamento europeo che lo riguardavano personalmente — quesiti nei quali il Parlamento si limitava peraltro a ripetere le false accuse mosse in un articolo pubblicato su Libération. Tutte le decisioni sfociate nella nomina a segretario generale sono state adottate dai 28 membri della Commissione all’unanimità nel rispetto delle norme vigenti e Martin Selmayr non vi ha partecipato. Le affermazioni e insinuazioni contenute nell’articolo originario di Libération, riprese in parte nel vostro pezzo, sono inaccettabili, malevole e irrispettose, nei confronti soprattutto della funzionaria deceduta e della sua famiglia, ma anche della Commissione europea come istituzione. Confido che la presente replica al vostro articolo sia pubblicata e che sia quindi dato modo alla Commissione europea, di esprimersi sulle falsità pubblicate e sullo sfruttamento umanamente inaccettabile di una tragedia.

Margaritis Schinas
portavoce della Commissione Europea


Nel pezzo in questione il Corriere ha riportato la posizione espressa ufficialmente e pubblicamente dalla Commissione europea e dal presidente Jean-Claude Juncker, tramite il portavoce, evidenziandola con risalto già a partire dalla titolazione. L’articolo ha segnalato adeguatamente anche le convinzioni della polizia belga in sintonia con quelle dell’istituzione di Juncker. Nella sostanza ha ricostruito sinteticamente, correttamente e con equilibrio quanto è stato possibile ricostruire su questa delicata, complessa e triste vicenda, che ha coinvolto una stimata e importante dirigente italiana della Commissione europea. E questo senza prendere alcuna posizione o trarre alcuna conclusione, come in genere sarebbe ragionevole fare — in queste fasi — davanti a eventi drammatici di questo tipo: limitandosi, pertanto, a riportare alcuni fatti come fatti e alcune ipotesi come ipotesi, dopo aver effettuato anche verifiche dirette tra colleghi e persone vicine alla vittima.

Ivo Caizzi

Tag: #Esteri

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