Il Milan rischia l’Europama non per un accordo E il Torino è in preallarme

Pubblicato martedì, 18 giugno 2019 ‐ Corriere.it

MILANOMilan, Uefa e fair play finanziario: siamo all’ultimo atto di un caso complicatissimo, che ha costituito un’assoluta anomalia e che presto (tra mercoledì sera o giovedì dovrebbe arrivare a conclusione. Come in certi romanzi gialli, il finale sembra annunciato, ma il mistero sta nel capire come ci si arriva. L’ultima scena — quale che sia la tecnicalità che sarà messa a punto —, dovrebbe vedere i rossoneri fuori dall’Europa League (probabilmente con una sanzione pecuniaria aggiuntiva), la Roma dritta ai gironi e il Torino ammesso ai preliminari. Questo, si badi, non sarebbe l’esito di una rinuncia del club (che farebbe perdere un posto nelle Coppe all’Italia) ma l’effetto di una sentenza. Di certo, anche all’interno dello staff tecnico del Milan si è diffusa la convinzione che non si giocherà l’Europa League.
Con ordine. I legali del club sono da ieri a Nyon. Da tempo si parla di una sorta di accordo tra il Milan e il Club financial control body, organo indipendente dall’Uefa che si occupa delle violazioni del fair play finanziario, con l’obiettivo per il Milan di ottenere un anno di tempo in più per raggiungere il pareggio di bilancio, fissato dalla Camera giudicante al 2021. In questo caso saltare l’Europa League sarebbe considerata una pena sopportabile dai rossoneri, che potrebbero sottrarsi alla «somma di sanzioni» cui sono sottoposti ora, triennio dopo triennio, in assenza di settlement agreement (andando avanti così il Milan sarebbe sanzionato anche per il ’16-’19).



Dall’Uefa negano però con forza la possibilità di un qualsiasi accordo che minerebbe le basi del fair play finanziario, perché ovviamente il Milan non può sottrarsi al giudizio. E allora? Allora è chiaro che la via di uscita dovrà essere inattaccabile sul piano giuridico. Tutto si deve svolgere tra camera investigativa (i pm dell’Uefa), Tas e Milan e non con l’Uefa.
Il Milan ha appellato davanti al Tas la sanzione per il triennio 2014-2017, in base alla quale deve pagare una multa di 12 milioni e, appunto, raggiungere il pareggio di bilancio nel 2021 pena l’esclusione dalle Coppe. La Camera giudicante ha deciso di sospendere il giudizio sul ‘15-‘18 aspettando il Tas. E quindi il primo passo dovrà essere o la rinuncia al ricorso al Tas oppure una definizione consensuale: se le due parti dovessero convenire in una posizione condivisa (consent award) di spostare la scadenza al 2022, il Tas dovrebbe limitarsi a ratificare. La Camera giudicante potrebbe poi scegliere, per sanzionare il 2015-2018, l’esclusione dalle Coppe.
Ma gli strumenti giuridici scelti potrebbero essere altri. Un’altra ipotesi si basa sul fatto che la sentenza che impone il pareggio nel 2021, pena l’esclusione dalle Coppe, con il ritiro del ricorso al Tas, possa diventare esecutiva già in questa stagione visto che il Milan è recidivo e ha commesso violazioni anche nel 2015-2018. In sostanza si arriverebbe a un’unificazione degli effetti dei due procedimenti. Risultato: anticipazione della pena (subito fuori dall’Europa League) e ritorno nei paletti normali del fair play finanziario. Il caso è complicato, la fine (forse) vicina.

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