Folla nelle vie della movidaSala incontra il prefetto:nuova stretta allo studio

Pubblicato lunedì, 25 maggio 2020 ‐ Corriere.it

La «frustrazione» di sapere che le «forze dell’ordine disponibili» sono comunque destinate a non bastare e che ogni richiamo al buonsenso collettivo «funzionerà fino a un certo punto». Anche Beppe Sala immagina così la linea dura contro «spritz selvaggio» e il «liberi tutti» davanti a bar e locali. Due settimane fa era sbottato contro la folla di giovani ammassati sulle sponde dei Navigli, senza mascherina e senza distanziamento sociale, oggi annuncia nuove misure da concordare insieme al prefetto, con la tentazione di sposare la linea dura già adottata altrove. A Brescia, per esempio.
«Non è questione di giusto o sbagliato. O di giovani o meno giovani, posto che in giro non ci sono solo giovani e, d’altro canto, se dovessi giudicare dai messaggi che ricevo, sono tanti i ragazzi che “denunciano” l’irresponsabilità di altri ragazzi», ha scritto ieri il sindaco all’ora di pranzo sui suoi profili social: «Ieri (sabato, ndr) mi sono sentito con i sindaci delle grandi città. C’è frustrazione in noi perché tutti concordiamo che con le forze dell’ordine disponibili non si riesce a gestire gli assembramenti e che il richiamo al buonsenso funziona fino a un certo punto. Domani (oggi, ndr) farò nuovamente il punto con il prefetto per verificare la situazione, a valle del weekend».



Il sindaco Sala, il prefetto Renato Saccone e probabilmente il governatore Attilio Fontana tireranno un bilancio della prima settimana di Fase 2. Da venerdì sono entrate in servizio le pattuglie dedicate ai controlli dentro e fuori dai locali. Polizia, carabinieri e anche la polizia locale hanno triplicato le squadre impegnate nella fascia oraria che va dalle 16.30 all’1 di notte. Il problema non è solo la sera: preoccupa ancora di più l’orario a ridosso dell’aperitivo. L’ennesima stretta all’happy hour potrebbe passare attraverso un ulteriore rafforzamento dei controlli e degli uomini impegnati.
Ma c’è anche un «piano B», ben più repressivo, con l’adozione di ordinanze per la chiusura anticipata dei locali, o addirittura, come visto a Brescia per il divieto di accesso a specifiche piazze e singole strade. In prefettura si guarda con attenzione proprio al modello adottato dal sindaco Emilio Del Bono. Una sua «modulazione» alla milanese non viene esclusa, ma solo se la situazione movida dovesse effettivamente creare gravi problemi di ordine pubblico. Il sistema delle ordinanze, peraltro, andrebbe a colpire indistintamente proprio i gestori dei locali. Ipotesi che il governatore Attilio Fontana non vede con favore, dopo le prime multe staccate venerdì ai titolari di locali per eccesso di movida: «Bisogna agire sui clienti, non su bar e ristoranti». C’è poi il problema dell’aperitivo fai da te, con birra e alcol portati direttamente da casa o comprati take away da qualche locale della zona. In questo caso chiudere pub e bar non basta a risolvere il problema.
Ma l’idea di chiudere strade e piazze (come in piazzale Arnaldo a Brescia) darebbe davvero l’immagine del coprifuoco. Una tentazione che contrasta, almeno a livello simbolico, con l’intento dichiarato del Comune di riempire i marciapiedi della città, almeno nei mesi estivi, di dehors e tavolini, esentando eccezionalmente bar e ristoranti dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Lo stesso sindaco Sala, ospite in serata della trasmissione di Barbara D’Urso, ha confermato tutte le preoccupazioni rispetto al fenomeno e insieme l’incertezza sulle contromisure da adottare: «La situazione sanitaria ora è buona, sotto controllo. Per quanto riguarda la gente in strada, un po’ c’era da aspettarselo, dopo tre mesi di chiusura, ma effettivamente qualche rischio di ripresa dei contagi c’è. Io non vorrei chiudere per il bene di quelli che lavorano, però vediamo com’è la situazione».

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