Colpo ai Casamonica,  7 donne in cella. «Con loro non si esce vivi»

Pubblicato lunedì, 15 aprile 2019 ‐ Corriere.it

La parità di genere in versione Casamonica. Mogli, sorelle, madri in prima fila a gestire gli affari illeciti della famiglia. È la fotografia del clan aggiornata al secondo capitolo dell’operazione Gramigna, 37 arresti la scorsa estate, a cui ieri si sono aggiunti 23 gli ordini di custodia, dieci dei quali a carico di membri già detenuti. Sette sono donne. «Un progetto investigativo che avrà un seguito», dice il capo della Dda capitolina, Michele Prestipino.
Colpito lo stesso ramo parentale insediato sulla Tuscolana, territorio di caccia per le estorsioni, l’usura, la droga, l’intestazione fittizia di beni da parte del clan già riconosciuto «associazione mafiosa» nei precedenti arresti. Pur decapitato, però, il gruppo criminale non si era fermato. Lo dicono i 400 mila euro tra contanti e oggetti di valore sequestrati ieri e lo dice l’attualità dei reati stroncati dalle indagini affidate dal pm Giovanni Musarò ai carabinieri del Nucleo provinciale e della compagnia di Frascati.



Emblematica in questo senso è l’occupazione della casa appartenuta al boss Giuseppe «Bìtalo» Casamonica. È la «roccaforte» al civico 55 di vicolo di Porta Furba, già in regime di confisca e a un passo dall’essere riassegnata. La 20enne Asia Sara Casamonica, nuora del boss, si reintroduce nella villa, attiva un’utenza telefonica e sostituisce la serratura. «Una sfida allo Stato», la definisce il gip Gaspare Sturzo. «È brutto stare senza di voi, mancate come l’aria, ci sono sempre, giuro», le scrive il boss detenuto in regime di carcere duro.
Gli arresti di luglio hanno però anche mandato un forte segnale alle vittime, che mostrano da allora un’inedita disponibilità a collaborare. Tra questi, Christian Barcaccia di un noto mobilificio nella zona della Romanina, dove più membri del clan andavano a rifornirsi di cucine, camerette e divani pagando solo in parte o trasformando il minimo acconto versato in un pretesto per estorsioni ed usura: «Credetemi: non è possibile uscirne vivi», dice il negoziante agli inquirenti. Un trattamento spietato mostrato anche da un’altra donna del clan, Celeste detta Paparella, imparentata con uno Spada del clan mafioso di Ostia, che in prima persona si accanisce su una vittima di usura: «Sei il lupo mannaro», la definisce terrorizzato l’uomo.
Altri episodi hanno trovato riscontri. Tra questi, i rapporti con la ‘ndrangheta di cui parla un pentito della mala calabrese, Roberto Furuli, che ha frequentato il 34enne Christian Casamonica, incensurato fino all’arresto di ieri: «Già da quando ero in Calabria sapevo che i Casamonica comandavano a Roma come i Bellocco a Rosarno... Mi risulta che abbiano rapporti anche con importanti famiglie, fra cui i Piromalli di Gioia Tauro, riguardo agli stupefacenti». A curare l’approvvigionamento di cocaina era anche Salvatore Casamonica detto Do’, che a riprova dell’accresciuto potere e della grande disponibilità economica del clan aveva aperto un canale diretto con i fornitori in Colombia e pianificava un import per via aerea fino a sette tonnellate l’anno.
Ma decisiva per la famiglia resta l’ostentazione del proprio prestigio, come racconta un altro episodio paragonato ai funerali del «patriarca» Vittorio che resero celebre il cognome Casamonica. Una figlia di Giuseppe compie una fuga d’amore non autorizzata con il rampollo di un altro ramo della famiglia. Lo zio Consiglio «punisce» lo sgarro: fa fuoco contro l’abitazione della famiglia invisa e investe una donna. Viene arrestato, scarcerato e quando torna a casa lo accolgono i parenti in festa e i clacson delle auto. «Sembrava una scena di Gomorra», dice un pentito. O la conferma del dna mafioso, secondo la lettura del gip.

Tag: #Cronache

Altri articoli pubblicati da Corriere.it

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Le fiamme sono divampate alle 23. Poi in un attimo si sono propagate a tutta l’ex baraccopoli in via Collatina Vecchia, nella zona di Colli Aniene. E una densa nube con un odore insopportabile di rifiuti bruciati si è alzata su tutta la periferia est...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Mai visto un Dio così. «Miracle Workers», la nuova serie comedy in onda su Italia1 prodotta da Lorne Michaels, è un’operazione divertente e dissacrante allo stesso tempo, un tentativo curioso di raccontare l’onnipotente in modalità del tutto...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Una lunga conversazione tra l’imprenditore Paolo Arata e suo figlio Francesco captata dagli investigatori della Dia nel dicembre 2018 grazie a una “cimice” inserita nel telefonino. Su questa intercettazione – trasmessa per competenza dai...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Potrebbero giocarsi la vittoria sfidandosi nella loro specialità, il mezzofondo. Ma a mettere insieme la mole di accuse, repliche, insinuazioni, minacce di querela, richieste di danni e persino vecchie storie emerse con un tempismo perfetto (o sospetto, ...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Stavolta ci si gioca il tutto per tutto. A Baku, dove domenica si correrà il Gp dell’Azerbaigian, la Ferrari punta solo alla vittoria. Un nuovo k.o. avrebbe infatti risultati disastrosi in termini di punteggio e morale sul prosieguo del Mondiale. Se...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Stranieri irregolari in Italia, quanti sono davvero? «Il ministero dell’Interno ha i dati aggiornati in tempo reale. Gli altri possono giocare a lotto, ma i numeri dicono questo», ribadisce Matteo Salvini che anche nel giorno della Liberazione...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

TORINO I sogni volano, Neymar anche. L’attaccante brasiliano del Psg, di solito, viaggia con un jet privato. Come quello atterrato ieri sulla pista dell’aeroporto di Torino-Caselle. Neymar da Silva Santos Junior, 27 anni, numero 10 del club campione...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

MILANO Lui non se ne vuole andare, il club non lo vuole svendere e, soprattutto, non ha ricevuto offerte. Mauro Icardi non ha intenzione di lasciare l’Inter. È convinto che la sua storia in nerazzurro non sia affatto finita, lo ha fatto capire alla...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

MILANO La lunga notte del Diavolo. Smarrito, svuotato, impaurito. E spalle al muro: polverizzato anche il terzo obiettivo stagionale su quattro — dopo Europa League e Supercoppa italiana, l’addio alla Coppa Italia con la Juve ormai fuori dai giochi...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Sarà l’Atalanta di Gian Piero Gasperini a giocarsi, il 15 maggio a Roma contro la Lazio, la finale di Coppa Italia. Dopo il 3-3 dell’andata a Firenze, i bergamaschi vincono 2-1 nel ritorno con la Fiorentina e staccano il pass per la finale. Subito...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

«Il bambino piangeva, e lui gli ha dato due schiaffi». Donatella Di Bona lo racconta nella sua confessione davanti al pm e ai carabinieri. Accusa l’amante Nicola Feroleto di aver assistito senza fare nulla mentre lei strangolava il piccolo Gabriel...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Il sommo Michelangelo, poco prima di congedarsi dal mondo, diede alle fiamme la maggior parte dei suoi schizzi. Non voleva che i Medici ne venissero in possesso. Gerhard Richter, che probabilmente è il più grande pittore vivente e per nostra fortuna è ...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

«Solo lui può dare / Dare del tu al mare». Gino Paoli lo descrive così, con i versi che gli ha dedicato dieci anni fa nella canzone «Il marinaio». E uomo di mare Giulio Frezza lo era davvero. Subacqueo, velista, skipper «con una cima per legarsi...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

ROMA Ogni 25 aprile Annita lo celebrava nello stesso modo. In piedi davanti alla lapide dei martiri di Pietralata, vittime della retata nazista del 1943. Suo papà Crispino fu uno dei deportati della borgata, rinchiuso prima a Regina Coeli e poi spedito...

Pubblicato giovedì, 25 aprile 2019 ‐ Corriere.it

Ci sono sessanta persone, nel nostro Paese, che hanno avuto la certezza matematica di essere criminali sfortunati, ammesso che nel loro caso si possa parlare di sfortuna. Sfortunati perché sono stati smascherati come autori di un reato grazie alla...