Caso Griveaux, «complotto anti-Macron?». L’amante, l’artista e l’avvocato

Pubblicato domenica, 16 febbraio 2020 ‐ Corriere.it

Violazione dell’intimità della vita privata» e «diffusione senza accordo di immagini a carattere sessuale» sono le motivazioni dell’arresto dell’artista russo Piotr Pavlenski, 35 anni, e della sua compagna l’avvocata Alexandra de Taddeo, 29, bloccati dalla polizia sabato pomeriggio all’uscita di un albergo dell’elegante XVI arrondissement di Parigi.
Pavlenski è l’autore del sito «Pornopolitique», dove venerdì ha diffuso due video intimi e alcune frasi di Benjamin Griveaux, 42enne ex portavoce del governo e ormai ex candidato al municipio di Parigi nelle elezioni del 15 marzo. De Taddeo è la donna alla quale Griveaux, sposato con tre figli, nel maggio 2018 ha inviato i filmati di masturbazioni e le frasi sulla famiglia e figli «come una prigione».



L’«azione militante» di Pavlenski, che annunciava la diffusione di altri video, ha indotto Griveaux a ritirarsi dalla corsa a sindaco e suscitato un’ondata di indignazione unanime nella politica francese. Al di là delle considerazioni morali sul tradimento, che riguardano solo Griveaux e sua moglie, molti sottolineano l’imperdonabile imprudenza dell’ex candidato macronista. Ma Griveaux Comunque non ha commesso alcun reato, a differenza di Pavlenski e forse di Alexandra de Taddeo, che a quanto pare quando intratteneva la relazione con Griveaux non era ancora la compagna dell’artista russo (lo sarebbe diventata solo nel gennaio 2020). L’inchiesta cerca di chiarire il ruolo della donna: se sia stata complice di una trappola, se ha fornito lei video e chat a Pavlenski o se quest’ultimo gliele ha sottratte.
La scorsa settimana Griveaux si trovava in grave difficoltà politica, benché avesse l’appoggio incondizionato del presidente Emmanuel Macron. A Parigi, dove il movimento di Macron ha ottenuto il 90% dei voti al secondo turno della presidenziale e un ottimo 32% alle europee, Griveaux restava solo terzo nei sondaggi dietro la sindaca uscente Anne Hidalgo (sinistra) e l’ex ministra sarkozysta Rachida Dati (destra), e tallonato dal macronista dissidente Cédric Villani che gli toglieva molte intenzioni di voto. Proprio mentre Griveaux era impegnato in un ultimo tentativo di rilancio della sua campagna, è arrivato l’attacco su Internet e sui social media di Piotr Pavlenski, controverso personaggio autore di clamorose performance politico-artistiche (si è cucito le labbra in sostegno alle Pussy Riot, si è avvolto nel filo spinato davanti all’assemblea legislativa di San Pietroburgo, si è inchiodato lo scroto davanti al mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa a Mosca, ha appiccato il fuoco al portone dei servizi segreti russi e poi a Parigi all’entrata della Banca di Francia). Pavlenski si fa anche fotografare a braccio teso davanti alla bandiera nazista, ma dal 4 maggio 2017 gode dell’asilo politico a Parigi in qualità di oppositore perseguitato da Putin.
Un altro aspetto molto interessante è la parte giocata in tutta la vicenda da Juan Branco, trentenne avvocato consulente di Julian Assange e di alcune figure dei gilet gialli come Maxime Nicolle. Branco, estremista di sinistra con ottimi studi alla Sorbona e a Sciences Po, ha pubblicato nel 2019 «Crépuscule», un violento pamphlet contro Macron. Il 31 dicembre 2019 Branco ha organizzato in un grande appartamento di Saint-Germain-des-Près una festa alla quale ha invitato anche De Taddeo e Pavlenski, il quale intorno alle 3 del mattino ha accoltellato due persone ed era da allora ricercato (senza grande convinzione evidentemente) dalla polizia. «Ho dato consigli a Pavlenski prima della pubblicazione dei video», ha dichiarato nei giorni scorsi Branco, al quale l’artista russo voleva affidare la sua difesa. La procura di Parigi però ieri si è opposta, un gesto straordinario motivato dal sospetto che Branco abbia avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione dell’attacco a Griveaux.
Accanto all’inchiesta, c’è l’aspetto politico: ieri il partito di Macron ha designato la sua nuova candidata al posto di Griveaux. Si tratta di Agnès Buzyn, ministra della Sanità, che lascia la lotta al Coronavirus per tentare di porre rimedio al disastro di Parigi.

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