Abusi su bimbi, giudici più duri del pm: 12 anni al coach di baseball

Pubblicato martedì, 12 febbraio 2019 ‐ Corriere.it

Il tribunale di Chieti ha condannato a 12 anni di reclusione l’allenatore di baseball di una squadra giovanile, sotto processo dal 2017 con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata - per tre anni consecutivi, a partire dal 2015 - nei confronti di nove bambini tra gli 8 e i 13 anni. Gli abusi, perpetrati approfittando del ruolo e della fiducia di grandi e piccini, avvenivano sempre: durante le partite, gli allenamenti, gli incontri. E ovunque: negli spogliatoi, in campo, al bar dell’impianto sportivo, nelle stanze d’albergo durante le trasferte, perfino a casa della madre. Un’indagine, rimasta sempre avvolta dal massimo riserbo, partita dopo i segni degli abusi riscontrate sul corpo di un bimbo, portato in ospedale dalla mamma. I giudici sono stati più severi dello stesso pm Giuseppe Falasca, che aveva chiesto 10 anni. L’avvocato difensore, Luigi Antonangeli, aveva chiesto l’assoluzione.
Già fine ottobre scorso il tribunale teatino aveva usato il pugno duro, respingendo la richiesta di libertà avanzata dal legale affinché l’assistito potesse lavorare e sostentarsi: malgrado il parere positivo del pm, lasciò il 53enne ex agente di commercio di origini venezuelane ai domiciliari. In quell’occasione il dibattimento, dolorosissimo, si svolse a porte chiuse con l’imputato - ritenuto fino ad allora una persona insospettabile - presente in aula davanti ai genitori delle vittime. In quell’occasione i media locali raccolsero la disperazione di alcuni genitori: «L’ho guardato solo quando sono andata via, durante la deposizione ho girato la sedia e guardavo solo i giudici - raccontò una madre in lacrime all’uscita dall’udienza -. Non è la prima volta che lo guardo negli occhi, ciò che prova una madre non si può descrivere»; «Se almeno ammettesse il suo problema lo potrei perdonare col cuore - disse un padre -, ma arriva qui con la cresta alta». L’uomo si è sempre professato innocente, sostenendo che i bambini avessero «frainteso tante situazioni che poi, messe insieme, hanno creato un caso». Stavolta, però, non era in aula alla lettura della sentenza, che lo condanna anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, al risarcimento dei danni alle parti civili, alla Asd Chieti Baseball e alla Federazione italiana baseball: una provvisionale che complessivamente ammonta a 322mila euro.

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