«A 40 anni la nostra vita complicata è rinata grazie alle torte» Buone Notizie in edicola

Pubblicato lunedì, 15 luglio 2019 ‐ Corriere.it

È un regno di cioccolata e glassa, profuma di zucchero, cacao e cannella, quello di Elisa e Marylise. Tra panna, creme, mousse, muffin e biscotti, la vita per loro è ricominciata a 40 anni. Amiche da sempre, complici nei momenti difficili, ora socie con la passione per il cake design nel laboratorio «EliseMarie» nel cuore di Padova, colorato e goloso come il paese delle meraviglie. Torte a piani, decorazioni di zucchero e sculture di glassa, file di pasticcini che sembrano gioielli. C’è il Piccolo Principe sul suo asteroide, Peter Pan pronto ad alzarsi in volo, Barbie in un tripudio di rosa, un campo da calcio, un camion, sette piani di frutta, la tastiera di un pianoforte, creme e cioccolata: sculture da mangiare.
Tutta questa dolcezza nasconde un segreto, una sfida vinta. Perché Elisa Botton e Marylise Poggio, quarantenni di Padova, sulla passione per i dolci hanno puntato tutto, proprio nel momento in cui la vita sembrava andare a rotoli. Per Marylise, mamma di quattro figli, il baratro è stato un divorzio complicato e combattuto che l’ha lasciata prostrata e senza nulla. Per Elisa, due figlie, è invece arrivata una separazione dolorosa dall’attività di famiglia, con strascichi conflittuali. Marylise Poggio racconta: «Non avevamo soldi, nessun capitale. Solo il nostro sogno. Così ci siamo rimboccate le maniche e via, verso questa avventura». È la differenza che scatta quando si trasforma il sogno in progetto. «Giravamo a cercare il locale adatto - incalza Elisa Botton - e poi ci chiedevamo: ma come lo paghiamo?». Hanno chiesto due prestiti in banca, li hanno ottenuti, sono partite. Così è nato il regno della dolcezza.



«Ci siamo conosciute a vent’anni, partecipavamo entrambe alle selezioni regionali per Miss Italia - rivela Marylise - e ci divertivamo, lo facevamo con spirito goliardico, senza troppe ambizioni. È stata un’estate tra passerelle e discoteche. È finita lì. Ma siamo rimaste amiche. Nel frattempo la vita è andata avanti, matrimoni, figli. Ci vedevamo meno, però l’una per l’altra c’era sempre». Affinità elettive e una spiccata somiglianza fisica: alte, capelli lunghi, sorriso contagioso. «Ci scambiano per sorelle», tengono a dire. Quando il matrimonio di Marylise va a rotoli e lei si trova in mezzo a una bufera legale Elisa è lì, a sostenerla. Fantasticano di torte e di un lavoro autonomo. Parlano di mousse, sculture di zucchero e orari professionali innovativi, per dare tempo e spazio ai figli, crescerli e stargli accanto, sul modello dei Paesi del Nord. Proprio nel momento peggiore della loro vita, decidono di provarci.
Aprono il laboratorio di cake design «EliseMarie» e rivoluzionano il concetto di «orario di lavoro». «Facciamo torte dalle 9 alle 15.30, solo fino a quando i bambini sono a scuola. Poi siamo a loro totale disposizione. Non vogliamo perderci nulla della crescita dei nostri figli. Se c’è una torta da realizzare “fuori orario” i bambini vengono in laboratorio con noi. Hanno uno spazio dedicato, si divertono. Respirano una bella armonia. Sono orgogliosi di noi». Per questo motivo niente pasticceria tradizionale: le avrebbe obbligate a orari da negozio. Hanno scelto il laboratorio. Che passo dopo passo diventerà anche un locale su misura per le feste per bambini e i corsi di cake design, rivolti a grandi e piccoli.
«EliseMarie» è un luogo a misura di mamma, voluto così. Il lavoro è rigorosamente dalle 9 alle 15.30, senza perdere tempo. Un welfare che Elisa e Marylise si sono ritagliate addosso, pensando alla nutrita schiera dei loro figli, tutti campioncini in erba, con tanti impegni tra scuola e sport. Quattro figli per Marylise: Ginevra, 14 anni, campionessa di nuoto sincronizzato; Diletta, 12 anni, nella nazionale di pattinaggio su ghiaccio; Pietro 9 anni e Andrea 6, mini-atleti di hockey su ghiaccio. Due figlie per Elisa: Noemi di 9 anni con la passione per il golf e Sofia di 6, ballerina. Una girandola i vari corsi sportivi, le gare, i saggi… Le due mamme artiste della dolcezza hanno organizzato l’attività professionale mettendo i bambini al primo posto.
«Con gli orari che ci siamo imposte conciliamo tutto. I clienti sono contenti, i nostri figli anche. E noi viviamo lavoro e famiglia senza sensi di colpa o ansie». La torta più strana? «Quando ci hanno chiesto un enorme cactus come dolce di nozze… spiazzante. Non sembrava augurare bene. Ma i due sposini erano entrambi appassionati di piante grasse». Elisa Botton è stata campionessa italiana di cake design nel 2014, Marylise Poggio prima delle nozze lavorava nella maison Pierre Cardin, organizzava eventi. Oggi i loro ruoli nell’impresa «EliseMarie» sono intercambiabili, ognuna si occupa di tutto, dalle mousse di cioccolata alle pubbliche relazioni con i clienti. L’artista è Elisa Botton, crea torte che sono complesse opere d’arte di qualsiasi forma, per matrimoni, feste, battesimi, compleanni. Marylise pensa alle creme, mousse, gelée, pan di Spagna. Insieme formano un team che non si ferma davanti a nulla. “Le donne unite possono tutto e realizzano cose bellissime», dicono.
L’esistenza le ha messe davanti a una svolta. Hanno deciso di rischiare. «Quando entro in laboratorio sono felice - ribadisce Marylise - e sto bene perché faccio quello che mi piace. E pazienza se ancora lavoriamo solo per pagare i prestiti e le spese. Un giorno avremo finito. Nel frattempo qui regnano l’armonia e il divertimento». La crema di cioccolata scorre a fiumi, le mani sono sempre a impastare, gli assaggi mettono buonumore. «È la nostra terapia della felicità. Realizziamo i desideri di chi ci chiede dolci speciali - ripetono - e allo stesso tempo realizziamo anche il nostro bisogno di serenità e bellezza. Rendere magici momenti particolari della vita delle persone è la nostra arte. Mollare tutto e ripartire da questa passione comune ci ha salvato la vita. Quando tutto sembra perduto, è allora che si può rinascere, ripartire». Elisa ha appena creato una torta monumentale e colorata per il compleanno di Marylise, sopra campeggia il numero 25. «Noi compiamo sempre 25 anni», ridono tuffando il cucchiaio nella cioccolata.

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