River-Boca, cresce l’allarme In arrivo 500 ultrà violenti

Pubblicato venerdì, 07 dicembre 2018 ‐ Gazzetta.it

Allerta massima a Madrid, ma la paura cresce con il passare delle ore. A due giorni dal Superclásico trasferito oltreoceano dopo gli incidenti verificatisi a Buenos Aires, nella capitale spagnola è allarme per la probabile presenza di centinaia di “barrabravas”. Nonostante il massiccio impiego di agenti (circa 5 mila) e i rigidi controlli disposti nelle vie di accesso alla capitale per impedire l’arrivo di malintenzionati, il ministero della Sicurezza e le forze dell’ordine hanno ammesso la possibilità di dover far fronte a qualche centinaia di ultrà che potrebbero causare disordini. Nel frattempo, dall’Argentina avvisano: i capi ultrà del Boca manderanno in Spagna un nutrito gruppo di seguaci in possesso di regolare tagliando.
l’allarme delle autorità
A mettere le mani avanti, ammettendo l’elevato livello di rischio, è stato José Manuel Rodriguez Uribes, rappresentante governativo: “Ci saranno tra 400 e 500 violenti, ma ci stiamo impegnando per ridurre al massimo il rischio di disordini. Si monitorano aeroporti, strade, stazioni e metropolitane, perché c’è il timore che qualche violento scelga percorsi alternativi per sfuggire ai controlli e raggiungere Madrid”. Il pericolo di dover far fronte a scene di guerriglia urbana come quelle verificatesi lo scorso 24 novembre a Buenos Aires resta dunque altissimo, perché con ogni probabilità ci saranno dei violenti in grado di dribblare il rigido sistema di controlli predisposto dalla polizia.
ultrà allo stadio
Le autorità spagnole stanno monitorando l’arrivo dei tifosi in base alla lista di 3.500 violenti fornita dalle forze dell’ordine argentine e dai due club. La polizia ha inoltre avvisato che l’esistenza di precedenti penali fa scattare l’immediata deportazione, esattamente come accaduto nelle ultime 36 ore a due capi ultrà del Boca rispediti in patria. Ma in Argentina garantiscono che tutto ciò non basterà a scongiurare la presenza degli irriducibili della “12”, la temuta tifoseria organizzata xeneize. Se gli altri capi ultrà hanno deciso di non viaggiare perché pluripregiudicati, su tutti Di Zeo e Mauro Martin, ci sono infatti un centinaio di seguaci pronti a sbarcare a Madrid per rappresentare il braccio violento della tifoseria xeneize. Si tratta di individui con la fedina penale ancora intonsa, quindi non segnalati alle autorità spagnole, e in possesso di regolare biglietto. La loro presenza è data per scontata e non è escluso che lo stesso accada per qualche ultrà del River.
mine vaganti
Il timore è dunque legato a individui non identificabili, schegge impazzite come nel caso di Matias Firpo, il primo tifoso del River incriminato per l’assalto al pullman del Boca e gli incidenti dello scorso 24 novembre fuori dal Monumental. Firpo non risultava appartenere alla barrabrava, non aveva precedenti penali e figurava tra i soci del club dal diversi anni. “Ho agito in preda a un impulso, non so cosa mi sia accaduto, ma mi pento per quanto accaduto”, ha dichiarato Firpo, nel frattempo condannato a 2 anni e 4 mesi lontano dagli stadi. Ma a Madrid temono proprio il verificarsi di altri casi simili.

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